Febbraio 26, 2024
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F1 | McLaren: seconda forza nel presente e tante certezze per il futuro

Dal disastro del Bahrain al quasi trionfo del Qatar: i progressi che hanno portato la McLaren a diventare la seconda forza del mondiale 2023 di F1.

La McLaren in Qatar ha toccato il punto più alto della sua stagione 2023 di F1, almeno per il momento. Oscar Piastri e Lando Norris hanno conquistato il secondo e il terzo gradino del podio, a una manciata di secondi dal dominatore della stagione Max Verstappen, confermando quanto avvenuto due settimane prima a Suzuka e suggellando il fatto che siamo oggi davanti alla seconda monoposto migliore del lotto.

I giorni del Bahrain, quando la vettura non solo era lenta ma anche inaffidabile, sembrano lontanissimi. E invece stiamo parlando di soli 7 mesi. La scuderia di Woking ha poi dato vita al più grande miglioramento nel corso della stagione che si ricordi negli ultimi anni. Ciò nonostante dal 2021 sia entrato in vigore il budget cap e il regolamento finanziario.

Ma ripercorriamo le tappe che hanno portato la monoposto di Woking a far tremare persino Max Verstappen e a candidarsi come la principale antagonista della Red Bull nel 2024

Bahrain: un inizio da incubo

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Oscar Piastri al volante della MCL60 munita di rastrelli durante i test pre-stagionali in Bahrain – Credits: © Copyright: Price / XPB Images

Andrea Stella, il nuovo team principal, era stato chiaro fin dalla presentazione della MCL60. Il livello di sviluppo raggiunto durante l’inverno non era sufficiente e nella prima parte di stagione ci sarebbe stato da soffrire. Parole che poi sono state confermate da quanto successo nei test, al termine dei quali lo stesso Stella dichiarava che la vettura era ancora piuttosto indietro e che non tutti i target prefissati erano stati raggiunti.

L’ingegnere ex Ferrari però non perdeva l’ottimismo, annunciando che un corposo programma di sviluppo era già stato programmato e che avrebbe portato la MCL60 a risalire la china nel corso della stagione. Gli uomini di Woking approcciano il primo weekend stagionale in Bahrain con ben poche aspettative, ma il weekend va forse anche peggio del previsto.

Alla mancanza di competitività della si sommano infatti anche i problemi di affidabilità su entrambe le monoposto arancioni. Oscar Piastri, alla sua prima gara in Formula 1, deve ritirarsi per noie elettriche. Lando Norris è costretto ad effettuare la bellezza di sei pit stop per problemi alla power unit. Difficile anche solo immaginarsi un inizio peggiore.

Nelle prime otto gare della stagione, la MCL60 vivacchia a centro-gruppo, mettendo a referto soltanto 17 punti, tra l’altro più per merito delle abilità al volante di Norris.

La svolta tra Austria e Silverstone

Differenze viste frontalmente fra la vecchia MCL60 e quella aggiornata in Austria. Evidente la modifica alle bocche di ingresso dei radiatori – Credits: The Race

Si giunge così in Austria per il nono round stagionale, dove arriva l’imponente pacchetto di aggiornamenti promesso da Stella. Le novità riguardano principalmente le fiancate e il fondo. Il secondo viene pesantemente modificato nella parte posteriore, una zona nevralgica della vettura che risente delle turbolenze create dalle ruote posteriore.

Le fiancate riprendono concetti già visti sulla Red Bull nella parte anteriore e sull’Aston Martin in quella superiore. Viene infatti aumentato il sottosquadro così da garantire una maggiore portata d’aria nella zona tra le bocche dei radiatori e l’inizio dei canali Venturi. Flusso che, attraversando la parte alta del fondo, arriva ad alimentare il diffusore. Vengono poi scavate due “vasche” che percorrono l’intera parte superiore del sidepod.

Le novità vengono introdotte per il solo Norris, in modo da effettuare delle prove comparative, e la differenza tra le due monoposto risulta subito evidente. L’inglese è protagonista di un ottimo weekend, dove ottiene il quarto tempo in qualifica e conclude la gara nella medesima posizione, mentre Piastri non supera la Q2 e in gara è addirittura doppiato.

La tappa successiva si disputa a Silverstone e nella gara di casa arrivano gli aggiornamenti anche sulla vettura dell’australiano. La scuderia di Woking può ora giocare a due punte: è la svolta della stagione. Già nelle qualifiche, le due monoposto papaya danno una bella sveglia a tutti, conquistando la seconda e la terza posizione.

Risultati poi ribaditi in gara, con Norris che conquista la piazza d’onore, mentre Piastri si fa sfuggire il gradino più basso del podio solo a causa di una Safety Car uscita nel momento sbagliato. Il campione 2021 di Formula 2 ottiene comunque un’ottima quarta posizione.


Leggi anche: F1 | Lando Norris e quell’occasione sprecata in Qatar


Ma per dimostrare che la McLaren si fosse definitivamente ritrovata, occorreva attendere le gare successive e soprattutto l’Ungheria. La MCL60 genera infatti tanto carico aerodinamico e ha così trovato pane per i suoi denti nei curvoni veloci di Silverstone. Quale miglior banco di prova dell’Hungaroging, circuito con tante tipologie di curve. La risposta non si fa attendere, con Norris che chiude ancora secondo, mentre Piastri completa un ottimo risultato di squadra con il quinto posto finale.

Ma le difficoltà non sono finite qui, com’è normale che sia in uno sport come la Formula 1 dove il livello della battaglia è altissimo. Le velocissime piste di Spa e Monza mettono in evidenza come l’efficienza aerodinamica, e di conseguenza la velocità di punta, sia ancora un problema di cui a Woking devono ancora venirne a capo.

Soprattutto a Spa emergono sia i pregi che i difetti della MCL60. La vettura è infatti molto competitiva nel tratto centrale, l’unica a tenere testa alla Red Bull, confermando l’enorme quantità di carico che genera. Tutto il gap viene accumulato nel primo e terzo settore, due tratti della pista che si percorrono praticamente in pieno.

A Singapore il definitivo salto di qualità

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Le due McLaren in lotta per la seconda posizione durante il GP del Qatar di F1 – Credits: Mark Sutton

Oltre all’efficienza aerodinamica, le curve lente rappresentano un’altra questione da risolvere.  Ed è con questo obiettivo che arrivano ulteriori aggiornamenti per la gara in notturna per eccellenza: Singapore. L’approccio è esattamente lo stesso avuto pochi mesi prima in Austria. Aggiornamenti solo per Norris, mentre Piastri ne potrà disporre solo dalla corsa successiva. Stesso approccio, medesimo risultato. Lando Norris taglia il traguardo ancora in seconda posizione, mentre Piastri fatica.

Le ultime due gare, in Giappone e Qatar, si sono svolte su circuiti sulla carta favorevoli alla MCL60 e i due piloti non si sono fatti sfuggire le occasioni. Nelle tre gare disputate, considerando anche la Sprint del Qatar, entrambi i piloti sono sempre saliti sul podio. Risultati che dimostrano come la McLaren non sia più una sorpresa, ma rappresenti ormai una solida certezza, essendo chiaramente al momento la seconda monoposto migliore in pista.

Quello che più ha sorpreso in Qatar è stato vedere una vettura che era come al solito un razzo nelle curve ma che riusciva allo stesso tempo a far segnare buone velocità di punta in fondo al dritto. Infatti a Norris, partito decimo, sono bastati pochi giri per sorpassare i piloti che lo precedevano e risalire fino al terzo posto. Questo è segno di come ora, con il pacchetto di Singapore, la monoposto disponga anche di una miglior efficienza aerodinamica.

Il futuro appare roseo

Lo storico team inglese è ora quinto in classifica costruttori, staccato di una manciata di punti dall’Aston Martin. Il sorpasso, a meno di clamorose sorprese, sarà inevitabile, anche perché a Woking possono contare su due piloti competitivi, a differenza di quanto accade a Silverstone.

Andrea Stella ha dunque mantenuto la promessa fatta a inizio anno. La McLaren versione 2023 ha ora tutto quello che serve per dichiarare competitiva una monoposto di F1. Cosa più importante, a Woking possono guardare al futuro con tanto ottimismo. E’ pur vero che ogni stagione ha una storia a sé, ma l’anno venturo i regolamenti tecnici rimarranno sostanzialmente identici e le vetture di quest’anno costituiranno la base di quelle 2024.

Red Bull e McLaren partiranno da una solida base che dovranno poi essere brave a sviluppare. Ferrari e Mercedes dovranno velocemente correre ai ripari poiché stravolgeranno il concetto delle rispettive monoposto. Concetto su cui invece gli avversari hanno maturato profonde conoscenze negli ultimi due anni. La vettura si candida così a essere la principale antagonista dei bibitari per il 2024.

[Credits immagine di copertina: RaceFans.net © Copyright: Coates / XPB Images]


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