Maggio 18, 2024
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F2 & F3 | GP Monaco 2023 – I 5 punti chiave del weekend al Principato

Nonostante la mancanza di sorpassi, il weekend di Monaco ha offerto tanti spunti da trattare anche per la F2 e F3, spunti che trattiamo ampiamente in questi 5 punti chiave.

Il weekend a Monaco ha offerto non solo l’azione della F1, ma anche delle principali categorie cadette. I pilotini di F2 e F3 hanno affrontato il più ostico dei circuiti cittadini, riuscendo comunque a cavarsela egregiamente, evitando un numero di incidenti che, dai pronostici, si aspettava decisamente più alto. Fortunatamente così non è stato, frutto anche di una gara piatta e priva di sorpassi. Ciò nonostante, il fine settimana a Monaco ha offerto tanti spunti che andremo ampiamente a discutere in questo articolo: ecco a voi 5 punti chiave del weekend di F2 e F3.

1. Martins, follia al Massenet. Immagine

Partiamo dall’evento che, probabilmente, più ha creato scalpore, con l’ennesima tragedia sfiorata e la sicurezza che, nonostante il grandissimo lavoro degli ultimi anni, continua a trovare delle falde. Questa volta il rischio è stato elevatissimo, protagonisti della storia Martins e i marshals, impegnati nello spegnere il fuoco proveniente dal posteriore della macchina di Jack Doohan.

Uscito dai box, in regime di doppie bandiere gialle, il transalpino si lancia verso Massenet alla velocità di 100 km/h, trovandosi improvvisamente davanti due marshals e la vettura di Doohan, ferma sul lato sinistro della pista. Una grave sottovalutazione del pericolo quella di Martins, che riesce a rimediare solo grazie ad un riflesso miracoloso, sfiorando il commissario per questione di 10 centimetri.

È andata bene, ancora una volta. Ma per la FIA, almeno sul discorso sicurezza, il lavoro non finirà mai.

2. Minì e Fornaroli, l’Italia che vince.

Credit: Formula Motosport Ltd

Con una Ferrari che continua a deludere a suon di risultati non soddisfacenti, i tifosi italiani possono quantomeno gioire per il fantastico weekend di F3 disputato dai piloti italiani. Gabriele Minì ha letteralmente strapazzato la concorrenza, conquistando prima una pole position con un giro perfetto (7 decimi al secondo classificato, Beganovic) e poi la vittoria nella Feature Race di domenica. Un risultato trionfale, una vittoria al Principato (prima della stagione) che lo candida tra i protagonisti di questo campionato. Poi c’è anche Fornaroli, che merita le giuste lodi per aver conquistato il secondo posto nella Sprint Race dopo aver condotto una gara intelligente e priva di errori.

Podio nella Sprint Race, vittoria nella Feature Race, tra le leggendarie stradine del Principato: aspettando anche Kimi Antonelli, l’Italia sembra essere, finalmente, in buone mani.


Leggi anche: F2 & F3 | GP Spagna 2023 – Anteprima e orari TV del weekend al Montmelò


3. Vittoria di Vesti, è arrivata la costanza?

GP Monaco 5 punti chiave F2 F3
Credit: F2 Twitter

Chi in F2, invece, ha conquistato le strade del Principato è Frederick Vesti. Il pilota danese, tornato in Prema dopo la stagione 2020 di F3, sembra essersi rivitalizzato, andando a prendersi non solo la seconda vittoria stagionale, ma anche la testa del campionato.

Alla seconda stagione in F2, Vesti sembra essere decisamente più ispirato. Lo scorso anno ottenne la nona posizione nella classifica finale, mostrando sì un piede destro notevole, ma altrettanta mancanza di solidità e costanza. Due caratteristiche imprescindibili per la conquista del titolo in F2, caratteristiche che il pilota Prema sembra aver acquisito. Sarà lui il protagonista assoluto di questo campionato?

4. Monaco, dove tentare il sorpasso è un azzardo.Immagine

Come ben si sa, la pista cittadina più famosa del mondo non offre particolari punti di sorpasso. Ci si aspettava che con queste vetture di F3, decisamente più piccole rispetto quelle di F1, l’azione in pista sarebbe stata molto più viva e che i sorpassi non sarebbero mancati. E invece, al termine del weekend, il numero di sorpassi fatto registrare durante l’arco delle due gare disputate è molto ridotto, se non minimo. 

Purtroppo tra le strette strade del Principato tentare il sorpasso è un grande azzardo, il rischio di commettere un patatrac è dietro l’angolo. Ci ha provato più volte Montoya che, durante la Feature Race di F3, si è reso ben ingombrante negli specchietti di Collet. Si è fatto vedere, gli ha messo pressione, ha provato a buttarla negli spazi impossibili e, alla fine, è successo l’inevitabile. Il contatto pone fine alla gara di entrambi, con i due che lasciano la quinta e la sesta posizione. Un tentativo, un azzardo, che non ha portato i frutti sperati. Monaco è anche questa.

5. Sprint Race a Monaco, quando si disputa l’evitabile.

Non ci si trova il senso, continuo a non capirlo. Come la storia e le statistiche ci raccontano, fare la pole a Monaco vuol dire presentarsi in gara con il 90% di probabilità di vittoria. Merito a chi conquista il giro più veloce nelle qualifiche, verrebbe da dire. Ma il merito va anche a chi ha la fortuna, fa strano dirlo, di qualificarsi in dodicesima (per la F3) e decima posizione (per la F2). Questo perché le regole della Sprint Race, almeno a Monaco, non hanno senso. Ci si ritrova nella gara del sabato a partire davanti a tutti dopo aver ottenuto un tempo in qualifica decisamente più lento.

Le due sprint race di F2 e F3 regalano la vittoria rispettivamente ad Iwasa e Martì. Entrambi partiti, ovviamente, in prima fila, con il giapponese che in seconda posizione è balzato in testa grazie al ritiro di Hadjar. Gara molto più semplice invece per Martì che ha condotto la gara dall’inizio alla fine. Ai due piloti sono stati assegnati i classici 10 punti del vincitore della Sprint Race, con il “merito” di essersi qualificati in decima e dodicesima posizione.


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Credits copertina: PaddockNews24

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