Febbraio 26, 2024
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IndyCar | PPG 375 / Texas 2023 – La rinascita delle gare su ovale

Il Texas ha indubbiamente giovato alle gare IndyCar su ovale, divenendo fonte di dibattito sia tra gli addetti ai lavori, che tra gli appassionati

La PPG 375 del Texas Motor Speedway è stata da molti appassionati considerata come una delle migliori gare IndyCar su ovale delle ultime stagioni. Eppure, il rapporto tra l’ovale da 1,5 miglia e la categoria attualmente posseduta da Penske Entertainment non è stato dei migliori, almeno nel recente passato.

La riasfaltatura del 2017 si è tradotta infatti in una vera e propria trappola che ha reso la superficie molto scivolosa, rendendo impossibile la definizione di una pluralità di traiettorie. Uno degli aspetti più caratteristici e spettacolari di queste competizioni è infatti proprio nella presenza di una doppia linea, una più interna e una più esterna, da sfruttare anche per i sorpassi.

In tale ottica, lo scorso anno una sessione è stata appositamente organizzata per migliorare la gommatura dell’asfalto. A parteciparvi, oltre alla Dallara-Penske di Will Power, sono state altre sette vetture. Un grande aiuto in più è anche arrivato dalla NASCAR e in particolare dalla Truck Series, di ritorno per la prima volta dall’inizio della pandemia.

La gara

I due grandi protagonisti della domenica texana sono stati Pato O’Ward e Josef Newgarden. Il pilota della Penske alla fine ha vinto, bissando la vittoria del 2022.

IndyCar McLaren O'Ward Tecas
Josef Newgarden, Team Penske e Pato O’Ward, Arrow McLaren, in un duello nel corso della PPG 375 sul Texas Motor Speedway – Paddock Eye Credits

Riavvolgendo il nastro e nonostante i due poc’anzi citati abbiano autorevolmente capitano il lotto nelle battute iniziali, a ridefinire il canovaccio della gara ci hanno pensato le cinque neutralizzazioni. I doppiaggi e il traffico hanno fatto il resto. Secondo una statistica IndyCar, riportata da The Race, i sorpassi sono stati 439, un numero davvero elevato per un evento di 250 giri, per quanto 52 di questi siano stati in regime di bandiera gialla.

D fronte a questo scenario, come visto, i commenti sono stati fortemente positivi. Se da una parte non è mancato chi si è appellato al fattore ‘fortuna’, in realtà la competizione texana si è in primo luogo giovata di una serie di accorgimenti.

Gli ovali

IndyCar ha lavorato con Dallara, fornitore unico dei telai della categoria. Vale dunque la pena ripassare le specifiche tecniche. Le IR-18 sono equipaggiate da V6 Biturbo da 2.2 Litri (Honda o Chevrolet) e montano una trasmissione Xtrac a sei rapporti (più retromarcia), con un cambio semi-automatico con comandi al volante. Il carburante è della Shell.

L’aspetto più importante, ai fini dell’azione in pista, è stato il raffinamento del pacchetto aerodinamico. Per gli ovali veloci (come quello del Texas o di Indianapolis) le nuove ali a basso carico sembrerebbero aver accresciuto l’aderenza, senza tuttavia ‘sporcare’ la scia.

Quest’ultimo aspetto è stato nevralgico. Non è un caso se una delle richieste più in voga tra gli appassionati sia quella di aumentare le gare su questa tipologia di piste.

IndyCar Dale Malukas Texas
David Malukas, Dale Coyne Racing, impegnato durante la PPG 375 del Texas – The Race Credits

In effetti, nel calendario 2023, sui quindici tracciati in totale (nel complesso gli eventi sono diciassette), solamente quattro sono stati gli ovali inseriti. Il Texas Motor Speedway, Indianapolis, lo Iova Speedway (con due gare consecutive il 22 e il 23 luglio) e il Gateway Motorsports Park. Considerando come l’automobilismo ‘a stelle e strisce’ sia nato e si sia affermato ‘letteralmente girando in senso antiorario‘, una presa di posizione similare ha avuto pienamente una sua legittimità.

Su questo e su altri aspetti la IndyCar dovrà interrogarsi. Tra questi, per esempio, ci sarebbe anche la possibilità di organizzare una gara in Messico, la patria di Pato O’Word. Dopo alcuni anni complicati, negli ultimi anni la categoria sta conoscendo una nuova popolarità. Per quanto rimangano lontani gli anni ’80 e ’90 – gli anni d’oro della CART – la IndyCar è apparsa in salute. In quest’ottica, un ruolo cardine è stato quello dei piloti, i veri protagonisti. Piloti di diverse generazioni e che hanno carriere particolarmente variegate.

Archiviate le prime due tappe, la IndyCar è pronta per il Gran Premio di Long Beach. Se i presupposti sono quelli fin qui osservati – e in attesa che si torni a riflettere sulla ‘questione ovali‘ – presumibilmente non mancheranno le sorprese e i colpi di scena.


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