Luglio 18, 2024
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IndyCar | 500 Miglia di Indianapolis 2024 – Griglia di partenza e Orari

Con la pole position dell’edizione numero 108, Scott McLaughlin ha riscritto la storia della Indianapolis 500 e della IndyCar, confermando, una volta di più, la forza del Team Penske sugli ovali

Scott McLaughlin ha riscritto gli annali dell’Indianapolis 500, conquistando la pole position più veloce nella storia della gara simbolo dell’IndyCar. Una prestazione incredibile, quella del neozelandese, che ha raggiunto – nel suo run – le 234.220 mph. La partenza al palo del numero 3 è stato l’epilogo di un lavoro lungo, che ha confermato di nuovo la forza del Team Penske sugli ovali.

Con Will Power secondo e Josef Newgarden terzo, la prima fila è stata monopolizzata dalla compagine di Mooresville (North Carolina). Non una novità. Nel 1988, infatti, l’allora Penske Racing aveva fatto altrettanto. In quell’occasione, nei primi tre posti si erano qualificati Rick Mears, Danny Sullivan e Al Unser. Mears avrebbe poi vinto, davanti a Emerson Fittipaldi (Patrick Racing) e allo stesso Al Unser.

Un altro dominio, è stato quello delle unità motrici Ilmor-Chevrolet. Le prime otto vetture (e dieci delle prime quindici) in effetti, sono equipaggiate dal V6 di Detroit. Scorrendo la classifica. Nel 2013, la Chevrolet aveva conquistato addirittura l’intera Top 10 delle qualifiche.

La griglia di partenza

Scorrendo la griglia – al di là della giornata incredibile del Team Penske – è interessante vedere dove scatteranno taluni dei protagonisti del Campionato in corso.

Tra i motorizzati Honda, il miglior classificato è stato Felix Rosenqvist. Lo svedese si è piazzato nono, con una media sulle quattro tornate di 232.305 mph. Più in difficoltà il Chip Ganassi Racing e l’Andretti Global. Alex Palou, quattordicesimo e Scott Dixon, ventunesimo, dovranno riscattare un avvicinamento alla 500 Miglia altalenante.


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In Andretti, detto di Kyle Kirkwood buon undicesimo, Colton Herta scatterà tredicesimo. Marcus Ericsson, invece, ha rischiato addirittura di non qualificarsi. Il numero 28 – che sta attraversando un deludente inizio di stagione – partirà trentaduesimo ma l’impressione è che anche solo ben figurare appaia di per sé quasi un’impresa.

Un paradosso, considerando che proprio Ericsson, a Indianapolis, due anni fa ha vinto. Lo scorso anno, secondo, lo scandinavo ha perso il successo nel corso dell’ultimo giro a due curve dalla fine, sorpassato da Newgarden.


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Una menzione a parte, la merita Helio Castroneves. Già vincitore di quattro Indy 500 (2001, 2002, 2009 e 2021), il brasiliano del Meyer Shank Racing nel 2024 correrà soltanto questa gara. Qualificatosi ventesimo, il numero 06 sarà il pilota di maggiore esperienza, con ventitre precedenti partecipazioni, nonché il ‘meno giovane’ tra i partenti.

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La griglia di partenza dell’Indianapolis 500 2024, edizione numero 108, il culmine del “Month of May” dell’IndyCar Series – Official NBC Sports Twitter Account Credits

Gli orari e il pre-gara

La 500 Miglia di Indianapolis 2024 si correrà domenica 26 Maggio, nel Memorial Day. Bandiera verde, quando in Italia saranno le 18:45 (Indianapolis è sei ore indietro rispetto a noi). Sky Sport seguirà in diretta esclusiva ed integrale l’evento, collegandosi alle 18:30. La telecronaca sarà a cura di Matteo Pittaccio e di Biagio Maglienti.


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Prima della gara, però, in ossequio alla tradizione, ci sarà una cerimonia che andremo ad illustrare punto per punto (sempre indicando l’orario italiano). Essendo appunto il Memorial Day si ricorderanno i militari statunitensi caduti. Immancabili, le parate della madrina dell’evento e dei VIP. Sfileranno poi anche varie auto d’epoca, spesso le vincitrici della Indy 500. Si riportano, dunque, i principali passaggi di giornata.

15:00 | Vetture in corsia dei box

16:30 | Vetture in griglia

17:47 | Introduzione dei piloti

18:21 | God Bless America (cantata da Philip Philips)

18:24 | Inno nazionale degli Stati Uniti d’America (cantato da Jordin Sparks)

18:36 |  Back Home Again in Indiana (cantata da Jim Cornelison)

18:38 | Command (dato da Roger Penske)

18:45 | Bandiera verde

Il post-gara della 500 Miglia di Indianapolis

Se il pre-gara della Indianapolis 500 ha delle regole ben precise, lo stesso vale una volta che la corsa è terminata. Si comincia subito, già in Victory Lane. Il vincitore, infatti, beve una bottiglia di latte. Le origini di questo rituale risalgono al 1936, l’anno della terza vittoria a Indianapolis di Louis Meyer (il primo pilota a riuscire in questa impresa).

Parcheggiata la ‘sua’ Stevens-Miller numero 8, vincente, Meyer uscì dall’abitacolo, sedendovisi sopra. Esausto e accaldato, il pilota richiese una bottiglia di latticello. Con la folla che lo circondava, Meyer alzò tre dita con la mano destra, mentre con la sinistra teneva la bevanda. Fotografato, da allora – e con il tempo – si è affermata questa usanza (che gode oggi del supporto dell’American Dairy Association Indiana Inc).

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Si deve a Louis Meyer la tradizione del latte al vincitore di Indianapolis, tradizione ancora in uso nell’IndyCar – Official Indianapolis Motor Speedway Website Credits

Ogni pilota, per altro, può decidere la tipologia di latte da ricevere sul podio, scegliendo tra quello intero, parzialmente scremato e scremato.


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Non può mancare, ovviamente, il bacio al riferimento del traguardo, con i suoi classici ‘mattoncini’. Nonostante nel 1937 la pista – originariamente in pietrisco e catrame – sia stata asfaltata, la linea del traguardo, la cosiddetta brickyard, ha tuttavia mantenuto i mattoncini originali. L’origine di questo ‘bacio’ non è molto datata. Risale infatti al 1996 e al successo di Dale Jarrett nella Brickyard 400 della NASCAR.

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Il ‘bacio’ alla linea del traguardo di Indianapolis, nella foto il veterano dell’IndyCar Helio Castroneves, è un’altra delle tradizioni del post-gara – AP Photo/AL.com Credits

Inoltre, il volto del pilota vincitore viene scolpito sull’immenso trofeo, noto come Borg-Warner Trophy. Con lui, si riportano la velocità media e la data del successo. Dal 1988, il pilota ottiene una replica ridotta del trofeo.


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Copertina: Chris Jones/Official NTT IndyCar Series Website Credits

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