Luglio 25, 2024
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IndyCar | 500 Miglia di Indianapolis – Sintesi e Risultati: altra vittoria per Josef Newgarden, ancora all’ultimo respiro

Josef Newgarden ha conquistato l’Indianapolis 500, edizione numero 108, al termine di una giornata piuttosto travagliata per la IndyCar e di una gara ricca di neutralizzazioni

Josef Newgarden ha vinto l’Indianapolis 500 del 2024, confermandosi al vertice – per il secondo anno di fila -nella gara più importante della IndyCar. Come nel 2023, l’alfiere del Team Penske, ha compiuto il sorpasso decisivo in curva 3, nel giro 200. L’ultimo. Un epilogo del genere è stato degno di una corsa tiratissima, tattica e ricchissima di variabili. Gli oltre 325000 spettatori, che hanno aspettato 4 ore il via della gara dopo il ritardo per pioggia, giunta alle 18 italiane, sono stati ripagati con una delle migliori edizioni degli ultimi anni.

Quest’anno, il pilota del Tennessee se l’è dovuta vedere con Pato O’Ward. Il messicano si è giocato ottimamente le sue carte e nel finale è stato costantemente al vertice. Alexander Rossi ha chiuso quarto, dietro a Scott Dixon. Il neozelandese del Chip Ganassi Racing – grazie alla strategia ‘alternativa’ – ha chiuso terzo, sul podio, dopo esser scattato ventunesimo, e assieme a Rossi ha preso parte alla lotta a quattro per la vittoria degli ultimi 45 giri.

Buona anche la giornata di Alex Palou, quinto. Sesto il poleman Scott McLaughlin, con alcuni problemi alla frizione. Settimo Kyle Kirkwood. Hanno completato la Top 10, Santino Ferrucci, Rinus VeeKay e Conor Daly. Ritirati – entrambi per incidente – Colton Herta e Will Power. Diciottesimo Kyle Larson, a lungo con i migliori, ma che ha pagato alcune imprecisioni nei delicati momenti di ripartenza, e una penalità per eccesso di velocità in pit lane.

Prima metà di gara con numerose cautions

La prima metà della gara è stata una montagna russa, ricca di caution, a intervalli piuttosto regolari, con le ripartenze che hanno alterato notevolmente la classifica, rimodulandola a più riprese.

La prima caution è arrivata dopo pochi metri di gara, a causa dell’incidente che ha coinvolto Marcus Ericsson, Pietro Fittipaldi e Tom Blomqvist. I tre sono stati subito costretti al ritiro. Un gruppo di piloti, tra cui Sting Ray Robb, Conor Daly e Christian Lundgaard si sono fermati ai box, creando una strategia ‘alternativa’.

Alla ripartenza Scott McLaughlin è rimasto al comando davanti ai suoi compagni. Dietro Herta ha recuperato parecchie posizioni, mentre Kyle Larson ne ha perse con un problema nell’accelerazione. Anche Will Power ha perso diverse posizioni.

Al giro ventitre va in fumo il motore di Katherine Legge, il secondo motore Honda a rompersi dopo quello di Marcus Armstrong. Con la nuova bandiera verde, Sting Ray Robb guida per alcuni giri davanti a Daly e McLaughlin. Poco dopo, però, l’esordiente Linus Lundqvist finisce a muro. Nella successiva, caotica, ripartenza McLaughlin subito brucia Robb e Daly.

Herta continua ad attaccare, in questa fase di gara supera Newgarden e si porta quarto, dietro McLaughlin, Ferrucci e Rossi, con Felix Rosenqvist settimo nel medesimo stint, dietro Alex Palou.

Ben tre unità motrici Honda rotte nei primi 60 giri

Proprio Rosenqvist è il protagonista della quarta neutralizzazione. Anche per lo svedese, motore rotto. Nelle caotiche soste sotto caution Alexander Rossi emerge per primo davanti a McLaughlin. Alla ripartenza però il numero 3 è incontenibile, brucia Rossi, Daly e Robb (sulla strategia ‘diversa’) e si porta al al vertice.

Sting Ray Robb, tuttavia, ha una sorprendente velocità e si riprende la prima posizione su McLaughlin il giro successivo. Il pilota del Team Penske – in questa fase – punta a sfruttare la scia per risparmiare carburante.

Notevole il sorpasso di Palou ai danni di Rossi, che è crollato dopo la ripartenza fino alla settima posizione. Quando poi, Robb e Daly hanno già effettuato la loro sosta, Colton Herta, esce di scena. In quel momento secondo, il californiano si gira (giro 86). Un piccolo errore in curva 2 si trasforma in un brutto contatto che lo estromette dalla lotta.

La ripresa della competizione vede Newgarden – che aveva sopravanzato McLaughlin – ritrovarsi davanti Christian Lundgaard e Rinus VeeKay su una strategia alternativa, e per giunta in lotta fra di loro. Lundgaard si ferma al giro 101, lasciando Newgarden al comando, su McLaughlin e Santino Ferrucci.

IndyCar Indianapolis 500 Newgarden
Josef Newgarden ha riportato il Team Penske al vertice dell’IndyCar, brillando nell’Indianapolis 500- Official Team Penske Twitter Account Credits

Con il trascorrere dei giri, cambia anche la pista, dunque la delicata questione delle traiettorie da affrontare. Da notare, inoltre, un clamoroso doppio salvataggio di Pato O’Ward che riesce ad evitare il muro di pochissimo.

Ancora una caution per il contatto tra Hunter-Reay e Dixon

La gara, comunque, non vuole saperne di ingranare. Al giro 107 arriva nuovamente una caution, stavolta per un incidente: Hunter-Reay tocca Dixon e danneggia la sua auto, finendo sull’erba.


Leggi anche: IndyCar | Tutti gli iscritti alla 500 Miglia di Indianapolis 2024, edizione numero 108


Alla ripresa della Indy 500,Newgarden e McLaughlin sono davanti, ma non si fa neanche in tempo a completare quel passaggio, che Marco Andretti si gira in curva 1. Si riparte al giro 118, e stavolta Alexander Rossi passa all’attacco – nella ripartenza – sopravanzando Ferrucci, e alcuni giri dopo anche Newgarden.

Newgarden però si riprende la posizione al giro 126 e poi si scambia con McLaughlin al giro 128, con Rossi buon terzo. Dietro troviamo Ferrucci, Palou, Larson, Helio Castroneves, Christian Rasmussen, Agustin Canapino e Graham Rahal. Dixon – dopo l’ultimo round di soste – si è mantenuto su una strategia alternativa.

Gran lotta McLaughlin-Rossi-Palou-Newgarden

Il quarto round di soste per McLaughlin, Newgarden, Rossi e gli altri è finalmente sotto bandiera verde. Inizia al giro 132 per Newgarden, seguito poi il giro successivo da McLaughlin, e quindi da Rossi. Il duo Penske esce davanti a Rossi, che però si pone subito in lotta con loro. Una lotta presto estesa a Palou, che prende brevemente il comando di questo gruppo.

Alla fine Rossi e Palou hanno la meglio sulle vetture della Penske in un confronto assai tirato, mentre O’Ward e VeeKay rientrano davanti a questo gruppo dopo le loro soste, il quartetto infatti era in lift and coast rimarcato. Scott Dixon rientra al giro 143 e esce davanti a O’Ward e Rossi, che però lo superano. Rispetto agli altri ha però un buon vantaggio di carburante, e presto passa all’attacco.

Al giro 147, c’è ancora un colpo di scena. Will Power prova all’esterno su Christian Rasmussen. L’australiano, però, perde il controllo in curva 1 e finisce a muro. L’ennesima bandiera gialla giunge in un momento decisivo per la corsa. Non mancano le soste, come quella di Kyle Larson, a fine giro 153.

La ripartenza e la prolungata lotta tra piloti dell’Arrow McLaren

La gara torna a pieno regime dal giro 155. Rossi e O’Ward scavalcano Dixon. Kirkwood fa lo stesso con Takuma Sato in curva 1. All’inizio del giro 157 O’Ward va a condurre, ma Rossi gli rende ancora il favore e riporta la sua vettura davanti. Il messicano non molla e comincia la tornata 159 strappando ancora il primo posto a Rossi, che a sua volta fa lo stesso all’origine del 160.

Il confronto tra la monoposto numero 5 e la 7 (entrambe schierate dall’Arrow McLaren) trova la sua esatta dimensione nel tratto di rettilineo verso la curva 1. I due piloti di testa proseguono nella loro condotta – quasi a volersi ‘tirare’ – scambiandosi la posizione non appena un nuovo giro inizia e risparmiando così carburante. In questi scambi, s’inserisce anche Josef Newgarden.

La lotta a quattro per la vittoria

Dal giro 169, con Alex Rossi, iniziano le soste finali, Newgarden si ferma al giro 171, O’Ward e Dixon al 172. Questo quartetto si giocherà la vittoria, con Palou, McLaughlin e Kirkwood che non riusciranno più ad agganciare il gruppo di testa nel finale. Scott Dixon, sfruttando una sosta più rapida – era infatti sulla strategia alternativa – riemerge davanti a Newgarden, Rossi e O’Ward. Dixon e Newgarden si sorpassano e controsorpassano fino al giro 180, quando la Penske #2 ha la meglio. Poi Rossi passa all’attacco di Dixon, e al giro 186 attacca anche Newgarden. Il pilota McLaren deve risparmiare più carburante degli altri però, e malgrado un altro sorpasso che lo riporta al comando nel giro 191, non ne ha per vincere. Dixon, malgrado abbia più carburante degli altri, non ha la stessa velocità e fa da spettatore nel finale, andando però a infilare Rossi per il podio nell’ultimo giro.

Il finale

A otto giri dal termine Newgarden – secondo – infila Rossi, che viene ripreso subito anche da O’Ward. O’Ward poi attacca e supera Newgarden al giro 195, il pilota Penske però lo ripassa il giro successivo. O’Ward a questo punto sceglie di rimanere dietro, studiando Newgarden e rinunciando a più di un tentativo di sorpasso per giocarsi tutto nell’ultimo giro.

L’attacco di O’Ward giunge inesorabile dopo la bandiera bianca, all’esterno in curva 1, ma Newgarden ha ancora una magia da giocare, e rimane in scia per tentare un ultimo sorpasso in curva 3, giocandosi la vittoria alla penultima curva utile.

E così è. Sul rettilineo opposto, il numero 2 prende ancora la scia della vettura numero 5 e la scavalca all’esterno in curva 3. Nel restante tratto di pista, Newgarden s’invola, fin sotto la bandiera a scacchi che ne saluta il successo. Il secondo di fila nell’Indianapolis 500, il ventesimo per il Team Penske.

Il pilota e i meccanici del Team Penske possono festeggiare. Per O’Ward – letteralmente distrutto e senza parole – c’è soltanto il tempo per i ripensamenti e per il rammarico. Il sorpasso in curva 1 era una gran mossa strategica, sarebbe valso la vittoria nelle edizioni passate, ma quest’anno grazie agli ultimi upgrade aerodinamici sorpassare e rimanere in scia è diventato più semplice, e Newgarden ne ha approfittato alla grande, con uno stupendo affondo.

Dall’altro lato, col terzo posto, Scott Dixon ha limitato i danni. Un risultato di assoluto rilievo, visto l’impervio avvicinamento a Indianapolis per il Chip Ganassi Racing.

IndyCar Indianapolis 500 Newgarden
La Indianapolis 500 del 2024, vinta da Josef Newgarden, ha visto Scott Dixon terzo, grazie anche alla strategia che lo ha riportato sul podio nella principale gara della IndyCar – Official Chip Ganassi Racing Twitter Account Credits

I risultati dell’Indianapolis 500 numero 108

Di seguito – con Josef Newgarden vincitore – la graduatoria della Indianapolis 500, edizione numero 108,  quinta gara stagionale dell’IndyCar. La classifica è tratta direttamente dal sito ufficiale della serie.

IndyCar Indianapolis 500 Newgarden
Con la vittoria nell’edizione del 2024 dell’Indianapolis 500, la numero 108, Josef Newgarden ha ottenuto il secondo successo di fila nell’evento simbolo della stagione dell’IndyCar – Official NTT IndyCar Series Website Credits

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Copertina: Official Team Penske Twitter Account Credits

 

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