Giugno 21, 2024
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IndyCar | Detroit GP 2024 – Gara: dopo la pioggia e le bandiere gialle, emerge vincitore Scott Dixon

Con il Renaissance Center sullo sfondo, ad aggiudicarsi la caotica e frammentata gara di Detroit è stato Scott Dixon, alla sua seconda vittoria nella stagione 2024 dell’IndyCar

Scott Dixon ha primeggiato nel Gran Premio di Detroit, ottenendo in Michigan la seconda vittoria della stagione 2024 dell’IndyCar. Il veterano del Chip Ganassi Racing – grazie all’esperienza, alle sue abilità e alla strategia – si è aggiudicato una gara estremamente caotica, ricca di bandiere gialle. A rendere l’evento ancora più suggestivo, nella prima parte, non è mancata la pioggia.

Al secondo posto, Marcus Ericsson. Lo svedese ha reso meno amara la domenica dell’Andretti Global, possibile anche grazie al quarto posto di Kyle Kirkwood. Il poleman Colton Herta, infatti, aveva iniziato bene, guidando la gara per trentatre giri. Poi, però, ha sprecato le sue possibilità al giro 46, finendo in una via di fuga. Al terzo posto, ancora per Ganassi, si è piazzato Marcus Armstrong, al primo podio in carriera.

Tra le delusioni, oltre a Herta, si è segnalato Alex Palou, per quanto totalmente incolpevole. L’iberico è arrivato sedicesimo, complice uno speronamento subito da Josef Newgarden. Il numero 2 si è classificato a sei giri dai primi, dopo aver danneggiato – nella sezione finale della corsa – la sua vettura contro le barriere.

Il Warmp Up

Nella mattinata di Detroit l’arrivo di un leggero scroscio di pioggia ha reso ancora più imprevedibile l’evento, ‘ripulendo’ un asfalto già di per sé sconnesso caratterizzato dalla bassa aderenza.

Il Warm Up è stato appannaggio di Josef Newgarden, fresco di rinnovo contrattuale col Team Penske. Il numero 2 ha fermato il cronometro sul tempo di 01’02″0463. Colton Herta si è portato al secondo posto, in 01’02″0647. Terzo Alex Palou, in 1’02″1307.

La bandiera verde e il primo contatto di giornata

Allo sventolio della bandiera verde, Herta deve difendersi da Palou. In curva 3, però, Theo Pourchaire colpisce il retrotreno di Will Power, spedendolo il testacoda. La Dallara numero 12 ostruisce la pista, bloccando altri concorrenti, tra i quali Santino Ferrucci, Pato O’Ward, Alexander Rossi. Felix Rosenqvist patisce una foratura. Le bandiere gialle e la Pace Car sono inevitabili.

Power riesce a riprendere la pit lane, dove monta una nuova ala posteriore. Per via del tempo impiegato per le riparazioni, l’australiano retrocede in fondo al gruppo.

Si ricomincia al giro 4. Kyle Kirkwood è piuttosto aggressivo nei confronti di Newgarden. Il numero 2 deve evitare di tamponare Scott McLaughlin e in curva 3 non ha una frenata ottimale. Il pilota dell’Andretti riesce così ad infilarlo in uscita dal tornante, in accelerazione. Christian Lundgaard, invece, attacca di forza Scott Dixon e lo passa all’interno della curva 8. Il danese – al giro 6 – si ripete su Newgarden, portandosi quinto.

Palou perde terreno a causa delle gomme

Mentre Herta – scattato sulle dure usate – fa l’andatura, Palou perde decisamente terreno. La scelta di scattare con le gomme morbide (usate), infatti, si è tradotta nel graining. Dal giro 10, lo spagnolo retrocede in classifica e alla fine della tornata 11 è costretto a cambiare pneumatici, in anticipo rispetto alle previsioni. L’iberico conferma comunque le alternative, ma nuove.

In effetti, le primary sembrano rendere meglio, come dimostra il rallentamento di Lundgaard, anche lui partito con le gomme più morbide (nuove). Il numero 45 deve cedere a Newgarden (giro 15), ritrovandosi negli scarichi Dixon, Pourchaire e Marcus Ericsson.


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L’alfiere del Rahal Letterman Lanigan Racing rientra (per le dure usate) alla fine del medesimo passaggio, un attimo prima della seconda gialla di giornata. In curva 8, Ferrucci ha speronato Helio Castroneves, coinvolgendo indirettamente anche Kyffin Simpson, che colpisce il brasiliano nel suo avantreno. Il numero 14 sarà perciò punito con uno Stop and Go.

Palou e O’Ward ne approfittano per cambiare. Il messicano conferma le primary nuove e Palou va sulle dure usate.

La terza bandiera verde di giornata

La secondo neutralizzazione finisce al giro 22, senza stravolgimenti in testa. Il numero 26 ha un ritmo che solo McLaughlin riesce a tenere. I due al comando girano sul minuto e 05″ basso, ma il tracciato si velocizza presto. Per altro, coloro che sono partiti sulle dure si sono giovati anche delle neutralizzazioni, che hanno migliorato la durata della mescola.

Per Christian Rasmussen (Ed Carpenter Racing), invece, la domenica si conclude alla tornata 25, con una nuvola di fumo che esce dal retrotreno. Nelle retrovie, Palou, Power, Rosenqvist, O’Ward si ritrovano tutti costretti a recuperare.

Pourchaire torna ai box a conclusione della tornata 30. Per lui, dure mai rodate (dalle morbide nuove). Il francese dell’Arrow McLaren scende ventunesimo. Al giro 32 Newgarden sorpassa all’interno Kirkwood, in curva 3, riportandosi momentaneamente terzo.

IndyCar 2024 Detroit Dixon
A Detroit, Theo Pourchaire si è fatto ben notare, confrontandosi nel gruppo di testa, dove a lungo è stato anche Scott Dixon, continuando nel 2024 il suo apprendistato in IndyCar – Official Arrow McLaren Twitter Account Credits

L’uscita di McLaughlin, arriva la pioggia

Il primo colpo di scena arriva soltanto un passaggio dopo, complice l’arrivo della pioggia. McLaughlin, secondo in quel momento, manca il punto di frenata in curva 1 e perde la vettura. Il neozelandese si ferma contro le barriere e può ripartire soltanto con l’ausilio dei commissari.

La bandiera gialla consente ai vari piloti di testa di cambiare gli pneumatici. Tuttavia, Newgarden ha un problema con il rifornimento ed è costretto nuovamente ai box. In realtà, non sono pochi (Herta e Palou tra loro) ad imboccare la pit lane per montare le gomme da bagnato. Non Lundgaard e Kirkwood, rimasti in pista.

IndyCar 2024 Detroit Dixon
Pietro Fittipaldi è stato uno dei piloti che a Detroit hanno montato le gomme da bagnato, prima che la pista poi si ascigasse, legittimando le ambizioni di Scott Dixon, nella sesta gara IndyCar del 2024 – Kevin Dejewski/MOTORSPORTWEEK Credits

La bandiera verde risventola al giro 41. Kirkwood sorpassa Lundgaard, mentre Power colpisce Rinus VeeKay, causando un’altra neutralizzazione. Intanto, il manto stradale si è decisamente asciugato.

La bandiera gialla significa un altro giro di soste, per le gomme d’asciutto o per le dure (Lundgaard). Newgarden, per altro, colpisce una pistola pneumatica, finendo quasi in testacoda. Per pochissimo, il pilota del Team Penske non colpisce i meccanici di Lundgaard, nella piazzola davanti alla sua. Nell’occasione, comunque, un membro del Rahal Letterman Lanigan Racing si ferisce ad una gamba.

Regna la confusione

Alla ripartenza – giro 46 – Kirkwood conferma il primato. Dietro, regna la solita confusione. Palou prova ad infilare Tristan Vautier per l’ottava piazza in uscita dalla curva 3, ma scopre il fianco a Herta. Il californiano prova allora sullo spagnolo in curva 5 ma – complice la bassa aderenza – ‘scivola’ letteralmente sull’asfalto e va dritto, sfiorando il numero 51 del Dale Coyne Racing. Ennesima bandiera gialla e Herta si ritrova in fondo.

Il giro 53 è quello del tentativo di ripartenza. Pure in questo caso, però, il fatidico tornantino 3 non perdona. Lundgaard sperona Romain Grosjean, risalito in Top 10. Il francese, a sua volta, si stava confrontando in frenata con Marcus Armstrong. Il numero 11 deve quasi fermarsi. Anche lui coinvolto, Linus Lundqvist non riesce proprio a proseguire, se non con il supporto dei commissari.

La confusione e le bandiere gialle hanno ridisegnato essenzialmente l’intero evento, dalla classifica alle strategie. La corsa riprende dal giro 60, senza incidenti troppo importanti. Pourchaire si tocca comunque con Agustin Canapino e poi anche Rosenqvist, ma nessuno deve ritirarsi.

In prima posizione, sulle dure usate, Kirkwood prova a costruire un leggero margine su Ericsson. Alle spalle del numero 28, si sono assestati Alexander Rossi, Palou e O’Ward. Complice la sosta di fine giro 56 (per le primary rodate), Dixon è scalato a centro gruppo.

Sventolano le bandiere gialle, fioccano le soste

La bandiera gialla, tuttavia, sventola di nuovo, al giro 64. Nel tentativo di passare Sting Ray Robb in curva 5, McLaughlin lo ha mandato contro le barriere. La conseguenza è un’altra neutralizzazione. Con oltre trenta giri ancora da compiere – a conclusione del passaggio 65 – in molti cambiano pneumatici. Proprio grazie alle soste, in pit lane, Palou sorpassa Ericsson.

Al comando va proprio Scott Dixon, già fermatosi. Con Kirkwood quarto, Newgarden (gravato anche di un Drive-Through) è quinto. Tranne che per il pilota dell’Andretti (sulle morbide nuove), la scelta più condivisa è quella delle dure usate.

Classifica stravolta al giro 70

Al giro 70 è bandiera verde, ma lo scoglio della curva 3 è di nuovo estremamente arduo. Newgarden tampona Kirkwood e si gira. Alexander Rossi lo evita. Alex Palou no e, bloccato, si ferma lambendo la fiancata sinistra della vettura numero 2. Lo spagnolo riparte – sotto bandiera gialla – ma si ritrova diciottesimo. McLaughlin, allora, rientra per rifornire. Newgarden, lo stesso, oltre a cambiare gomme.

La competizione riprende dal giro 74. Dixon guida, Ericsson e Rossi si confrontano per la quinta piazza. I doppiati rendono complesso prendere il ritmo. Kirkwood si lancerebbe all’inseguimento del capofila ma prima deve impegnarsi con Armstrong, secondo. Il numero 11 chiude comunque – nei limiti delle sue possibilità – ogni traiettoria.

Ai margini della Top 10, c’è confronto anche tra O’Ward e Power, col messicano che dapprima prende la settima posizione dell’australiano, poi passa Vautier ed è sesto. Allo scoccare del passaggio 80, Armstrong è ancora davanti a Kirkwood, mentre Dixon ha costruito un margine di quattro secondi.

Il finale di gara e la variabile carburante

Will Power passa Vautier (giro 81) per la settima piazza. Continua intanto la pessima giornata di Newgarden. Il nativo di Hendersonville rallenta al giro 82. Poco prima, infatti, un sovrasterzo mal controllato in curva 9 gli aveva fatto toccare il muretto con la posteriore sinistra. Il danno non si limita alla gomma ma coinvolge tutta la sospensione. Di fatto, il numero 2 è fuori dalla gara.

A tredici passaggi dalla fine, i primi quattro – virtualmente – sono Dixon, Armstrong, Kirkwood e Ericsson. Sono tutti sulle dure usate, ma i due alfieri della Ganassi le hanno messe alla fine del giro 56. I due dell’Andretti Global, a conclusione del 65. Palou, nel frattempo, incastrato nel traffico e spettatore di tanti ‘caldi duelli’, ha recuperato soltanto fino alla sedicesima piazza.

Grazie agli infiniti stravolgimenti, invece, al novantesimo passaggio, Lundgaard, Power e Rosenqvist sono settimo, ottavo e nono.

I nove giri finali vivono del duello a distanza tra Dixon e Ericsson. Tra i due, molto costante, c’è Armstrong. Dopo aver sorpassato Kirkwood in curva 3, lo svedese si mette sulle tracce del classe 2000. Con gomme più fresche e più carburante rispetto a Dixon, lo svedese gira quasi un secondo più veloce dei primi due.

In effetti, il numero 28 impiega poche tornate a riprendere il numero 11. Dixon, inoltre, si ritrova davanti Herta, doppiato.

Il confronto conclusivo

Lo svedese si fa vedere negli specchietti di Armstrong, in curva 1, a meno cinque giri dalla fine. Dixon si vede rendere dura la vita da Herta, ma comunque lo doppia al giro 86, in uscita dalla curva 3.

A due giri dalla fine (100 in totale), in curva 3, Ericsson si issa al secondo posto. Dopo una finta all’esterno, lo svedese si sposta all’interno di Armstrong e chiude la manovra. Non c’è però più tempo per attaccare Dixon, forte di un margine di poco superiore al secondo.

Sotto la bandiera a scacchi, dunque, transita Scott Dixon che vince a Detroit la seconda gara stagionale in IndyCar, la numero 58 della sua carriera. Secondo Marcus Ericsson, che riporta l’Andretti Global sul podio. Per Marcus Armstrong, la terza posizione ha significato il primo podio in IndyCar

Quarta posizione per Kyle Kirkwood. Alexander Rossi si è piazzato quinto, davanti a Power, O’Ward, Rosenqvist e Ferrucci. Theo Pourchaire, decimo, ha chiuso la Top 10. Lundgaard ha concluso l’evento del Michigan all’undicesimo posto, con Canapino dodicesimo. Tredicesimo, Pietro Fittipaldi. Palou non è andato oltre la sedicesima piazza.

I risultati del Detroit Grand Prix 2024

Scott Dixon ha vinto il Gran Premio di Detroit, la sesta gara valida per il Campionato IndyCar del 2024. Il neozelandese del Chip Ganassi Racing ha condotto la competizione per trentacinque tornate, sulle cento in programma. Di Colton Herta il giro più veloce, in 1’02″7094, siglato alla tornata numero 14.

Sul podio, col veterano neozelandese, si sono classificati Marcus Ericsson e Marcus Armstrong. Per lo scandinavo, si è trattato del primo podio con l’Andretti Global. Per Armstrong, del primo podio in IndyCar.

Nonostante i contatti e la confusione, alla fine, Will Power e Pato O’Ward – sesto e settimo – hanno limitato i danni. Non lo stesso ha potuto dire Palou che – pur ritrovatosi a giocarsi il podio – alla fine è stato costretto alle retrovie, sedicesimo.

Di seguito – con Scott Dixon vincitore – la graduatoria del Detroit Grand Prix, sesta gara del 2024 ad assegnare punti validi per l’IndyCar. La classifica è tratta direttamente dal sito ufficiale della serie.

IndyCar 2024 Detroit Dixon
Scott Dixon si è aggiudicato il Gran Premio di Detroit, grazie all’esperienza e alla strategia, arrivando per la seconda volta primo in un evento dell’IndyCar del 2024 – Official NTT IndyCar Series Website Credits

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Copertina: Official Chip Ganassi Racing Twitter Account Credits

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