Luglio 23, 2024
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IndyCar | GP Monterey | Laguna Seca 2024 – Anteprima e Orari TV

Dopo una piccola pausa, per la stagione 2024 dell’IndyCar ci sarà un ritorno in California, con il circuito di Laguna Seca che ospiterà l’atteso Gran Premio di Monterey

Dopo un fine settimana di pausa, la stagione 2024 dell’IndyCar riparte da una delle sue ‘classiche’, in particolare dal Gran Premio di Monterey, sul circuito di Laguna Seca (California). L’evento, solitamente posto nella parte conclusiva della stagione, in quest’annata si terrà invece in piena estate e sarà dunque uno snodo cruciale.

L’evento californiano sarà a suo modo storico, in quanto l’ultimo della serie con gli attuali propulsori. Dal prossimo appuntamento, a Mid-Ohio, esordiranno infatti ufficialmente le unità motrici biturbo-ibride. In un certo senso, dunque, a Laguna Seca si chiuderà una fase della stagione. Da Luglio, si ricomincerà da zero, in una sorta di nuovo Campionato.

Dopo aver sbancato Road America, Will Power è passato in testa alla generale, con 236 punti, cinque in più di Alex Palou e undici in più di Scott Dixon. Quarto Pato O’Ward, a quota 184. A seguire il messicano, Scott McLaughlin e Kyle Kirkwood, entrambi a 179, poi Colton Herta, con 176 e Josef Newgarden, a 169. Tra i motoristi, la Honda ha 482 lunghezze, avanti di sedici rispetto alla Chevrolet, a quota 466.

Il circuito di Laguna Seca

Inaugurato nel 1957 (costato 1,5 milioni $ dell’epoca), l’autodromo di Laguna Seca – come evidenzia la denominazione ispanica – è sorto in un’area perimetrale di un lago, asciugatosi nel corso del tempo. Al suo posto, comunque, si è deciso di realizzare un laghetto artificiale. Costruito sul fianco di una collina, a 250 metri sul livello del mare, il tracciato ha nel tempo mantenuto la sua caratteristica stretta sede stradale.

Angusto e tortuoso, i sorpassi sono per questo molto difficili. Tuttavia, la variegata e complessa altimetria, con un dislivello di 300 piedi (91 metri) ha contribuito a rendere Laguna Seca una delle piste più celebri e riconoscibili del Mondo. Numerosi gli eventi annuali ospitati, che vanno dalle gare, ai raduni fino ai festival musicali.

Pur a fronte di alcuni aggiustamenti, le uniche vere modifiche strutturali sono state quelle del 1988, come richiesto dalla FIM. In effetti, Laguna Seca avrebbe ospitato il Motomondiale (poi anche la Superbike), dal 1988 al 1991, nel 1993, nel 1994 e dal 2005 al 2013 (anche se negli ultimi nove anni soltanto la MotoGP).


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Nela sua conformazione odierna, il tracciato si compone di undici curve ed è lungo 2,238 miglia (equivalente a 3,602 chilometri). La gara dell’IndyCar Series si disputerà sulla distanza di 95 giri, per un totale di 212,61 miglia (o 342, 163 chilometri).

Pur al cospetto dell’angustia delle sede stradale (riasfaltata per altro lo scorso anno), la pista, come detto, resta una delle più riconoscibili in assoluto, proprio per via dei suoi continui saliscendi.

Si giunge in fondo al rettilineo di partenza/arrivo – in realtà un veloce nastro d’asfalto curvilineo che comprende la piega di curva 1 – a circa 270 km/h, in sesta. Dopo lo scollinamento di metà ‘rettifilo’, si scalano tutte le marce fino alla prima e si affronta il tornante (curva 2), denominato “Andretti Hairpin“.

In uscita, breve accelerazione e in quarta si arriva alla frenata della curva 3, a destra, da circa 150 km/h. Si scalano due marce e poi si guida lungo un altro breve tratto veloce, fino alla quarta. La curva 4, di nuovo destrorsa, si fa di terza, a 186 km/. Dopo la curva 4, i piloti arrivano a rimettere la sesta, poi si frena, si tolgono tre rapporti e a 145 km/h si gira a sinistra, per la curva 5, toccando leggermente il cordolo interno.


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In uscita dalla 5, la carreggiata torna a salire, fin verso il veloce curvone 6 – da quinta, a 200 km/h – e, reinserita la sesta, si viaggia a pieno gas (toccando i 260 km/h), lungo il “Rahal Straight“, per arrivare al tratto più complesso e iconico dell’autodromo californiano.

La staccata, con annessa scalata, è una leggerissima piega verso destra, quella della curva 7, ma che in realtà richiama la traiettoria di inserimento per la successiva chicane del Cavatappi, “The Corkscrew” (curve 8A/8B). Si frena in curva 7, lambendo con l’anteriore esterna il cordolo e si comincia a scendere con le marce. Al Cavatappi si è già in prima, a 90 km/h. Si sterza a sinistra, poi – in picchiata a destra – e si esce di seconda.


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Al termine di un altro piccolo tratto lievemente in discesa, si arriva alla curva 9, la “Rainey Curve“. Quella della Rainey non è una staccata decisa – la si affronta in quarta, all’incirca a 190 km/h – avendo un raggio molto esteso. Da qui, si rispinge al massimo e si arriva brevemente in sesta, prima di impostare la curva 10, lo stesso in quarta, a 190 km/h.

Impostata la curva 10, si tocca il cordolo con l’anteriore sinistra e rimesso dritto il volante si sale di nuovo, fino alla quinta. Con questa marcia – già sui 230 km/h – si arriva all’ultima frenata, quella della curva 11, una brusca staccata verso sinistra. Di nuovo si scalano tutte le marce e in prima si sterza, a circa 105 km/h. L’ultima curva riporta i piloti sul ‘rettilineo’ principale, dove di nuovo si arriverà in sesta a più di 270 km/h.

IndyCar Monterey 2024
Il circuito di Laguna Seca, in California, sarà la sede del Gran Premio di Monterey 2024, l’ultimo prima dell’introduzione dell’ibrido in IndyCar – Official WeatherTech Raceway Laguna Seca Website/Official NTT IndyCar Series Website Credits

Statistiche e record

Il primo evento per monoposto a Laguna Seca, licenziato come “Pacific Grand Prix” risale al 1960, in qualità di appuntamento valido per lo USAC Road Racing Championship. Vinse Stirling Moss, su Lotus 19-Climax. Il britannico si sarebbe ripetuto anche nel 1961.

Con il passare delle annate – e sotto diverse denominazioni ufficiali – la corsa di Monterey ha fatto parte della Can-Am, della Formula 5000, oltreché dell’IMSA GT Championship. Entrata nel calendario della CART nel 1983 (nel 1989 e 1991 vi si è inoltre tenuta la Marlboro Challenge, ‘corsa spettacolo’ senza punti in palio), Laguna Seca ha ospitato pure la Champ Car, sebbene solamente nella stagione 2004.

E’ nella CART, però – fungendo Monterey, dal 1989 al 1996, da evento conclusivo del Campionato – che questa gara è assurta allo status di vera e propria icona, avendo contribuito a redigere alcune delle pagine più belle delle ruote scoperte. Su tutte, l’edizione 1996, col “The Pass” di Alex Zanardi su Bryan Herta, al Cavatappi, decisivo per condurre l’italiano in prima posizione sotto la bandiera a scacchi.

IndyCar Monterey 2024
A distaza di ventotto anni, nel 2024, in IndyCar, Monterey e Laguna Seca non possono che essere associati al “The Pass” al Cavatappi su Bryan Herta, con cui Alex Zanardì andò a vincere nel 1996 – Tumblr/NTT IndyCar Series Credits

Dopo gli anni d’oro della MotoGP e della Superbike, nel 2019 l’appuntamento californiano ha ritrovato una propria collocazione in IndyCar Series, sostituendo Sonoma. Nel 2020, però, complice il Covid, non si è corso. Nelle restanti quattro edizioni fin qui disputate sotto l’egida dell’IndyCar Series, Colton Herta ha vinto nel 2019 e 2021, Alex Palou nel 2021 e Scott Dixon nel 2022.


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Scorrendo l’albo d’oro, il primatista di vittorie è ancora Bobby Rahal. L’ex pilota e ora manager di Medina (Ohio), ha qui vinto nel 1979, in Can-Am. Nella CART, Rahal ha ottenuto quattro affermazioni consecutive, dal 1984 al 1987, tutte con Truesports.

Si aggiunga, inoltre, che da proprietario/dirigente della sua scuderia, il classe 1953 si è tolto altre importanti soddisfazioni. Il Team Rahal ha infatti primeggiato a Laguna Seca nel 1998 e 1999, in entrambi i casi grazie a Bryan Herta, poi di nuovo nel 2001, con Max Papis.

Le altre grandi vittorie italiane sono quelle di Teo Fabi, nel 1983 con Forsythe Racing e ovviamente quella del 1996 di Alex Zanardi, in quel caso da alfiere del Chip Ganassi Racing, davanti allo stesso Bryan Herta (Team Rahal). Sempre per Ganassi, nel 1997, qui ha vinto Jimmy Vasser. D’altro canto, il Forsythe Racing ha raggiunto il primato in altre due occasioni, con i trionfi di Patrick Carpentier nel 2003 e 2004 (Champ Car).


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Alla voce ‘compagini’, la migliore è la Penske, con sei primati. Il primo del Team Penske è quello del 1988, per merito di Danny Sullivan, abile a riconfermarsi nel 1990. Di Rick Mears, sempre per Penske, il primo posto nel 1989. Figurano poi i vertici della classifica nelle annate 1993 e 1994, grazie al canadese Paul Tracy. Nel 2000, invece, è stato il turno di Helio Castroneves.

Dopo Papis, nel 2002 Cristiano da Matta ha ridato una gioia al Newman-Haas Racing, che già aveva due primi posti, entrambi conquistati da Michael Andretti (1991, 1992). Una menzione speciale, infine, la merita la gara del 1995. In quell’occasione, a vincere è stato il brasiliano Gil de Ferran, alla guida della Reynard 95I iscritta dal Jim Hall Racing.

IndyCaar Monterey 2024
Nel 1998, Bryan Herta ha vinto a Monterey la prima gara della carriera, davanti a Alex Zanardi e a Tony Kanaan, quest’ultimi motorizzati Honda, motorista che sarà ovviamente presente anche nell’appuntamento dell’IndyCar nel 2024 – Official NTT IndyCar Series Website Credits

Orari TV e streaming

In Italia, il Gran Premio di Monterey 2024 sarà trasmesso in diretta esclusiva su Sky Sport, con la telecronaca italiana curata da Matteo Pittaccio. Tutte le altre sessioni (prove libere, qualifiche e Warm Up) si potranno seguire su IndyCar Live (INDYCAR LIVE), previa sottoscrizione dell’abbonamento. Si riportano, negli orari italiani (Monterey è nove ore indietro rispetto all’Italia), l’orario d’inizio delle diverse sessioni

Venerdì 21 Giugno

23:00 | Prove Libere 1| Diretta su INDYCAR LIVE

Sabato 22 Giugno

19:00 | Prove Libere 2 | Diretta su INDYCAR LIVE

23:15 | Qualifiche | Diretta su INDYCAR LIVE

Domenica 23 Giugno

21:00 | Warm Up | Diretta su INDYCAR LIVE

00:00 | Gara | (Bandiera Verde alle 00:30) Diretta su Sky Sport Uno


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Copertina: James Black/Official NTT IndyCar Series Website Credits

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