Giugno 12, 2024
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IndyCar | GP Road America 2024 – Gara: dopo due anni, torna a gioire Will Power, a sugello del dominio del Team Penske

A Road America, Will Power è tornato a vincere una gara in IndyCar, al termine di una giornata dominata dal Team Penske che ha monopolizzato il podio

Will Power ha vinto l’XPEL Grand Prix at Road America, settima gara valida per il Campionato IndyCar 2024. Il veterano australiano ha dato lustro al dominio tecnico del Team Penske, in grado dapprima di monopolizzare la contesa per il successo di Elkhart Lake e poi il podio. Secondo e terzo, infatti, si sono piazzati Josef Newgarden e Scott McLaughlin, entrambi lungamente in lizza per il primato.

Il Chip Ganassi Racing ha raccolto meno di quanto preventivabile. Alex Palou non ha mai avuto la velocità dei primi tre e si è accontentato del quarto posto. Scott Dixon, in difficoltà con le gomme, è sprofondato ventunesimo. Il poleman Linus Lundqvist è stato centrato in curva 2 da Marcus Armstrong. Lo svedese, comunque, ha proseguito e alla fine è arrivato dodicesimo.

Tra i piazzamenti, si è segnalato quello di Colton Herta, sesto – in rimonta – alle spalle di Kyle Kirkwood. Settimo l’ottimo Romain Grosjean, alla migliore gara personale – e della squadra – nel 2024. Poi, Pato O’Ward, Marcus Ericsson e Graham Rahal.

Il Warm Up

Josef Newgarden è stato il più rapido nel Warm Up, col tempo di 1’43″1311. Alle spalle del pilota del Team Penske, Scott McLaughlin, in 1’43″4258 e Scott Dixon, in 1’43″7895. Nelle zone alte della classifica, si sono portati anche Romain Grosjean (1’43″9852), quarto e Colton Herta (1’44″2889), quinto.


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Da segnalare, la decima posizione di Will Power (con quattordici tornate completate), in 1’44″4528 e la diciassettesima di Linus Lundqvist, col miglior riferimeno personale di 1’44″8084.

Prima che la gara cominciasse, è stato ufficializzato il rinnovo pluriennale di Road America. Il circuito sito in località Elkhart Lake sarà dunque nel calendario dell’IndyCar Series per ancora diverse annate.

La bandiera verde e un inizio ricco di contatti

Allo sventolio della bandiera verde, Linus Lundqvist sembrerebbe mantenere la testa, ma in curva 2 viene tamponato da Marcus Armstrong, che per questo dovrà scontare un Drive Through. Colton Herta, a sua volta, è colpito da Josef Newgarden. I quattro potranno lo stesso proseguire.

Nella confusione totale, Pato O’Ward è costretto a transitare sulla via di fuga, evitando guai peggiori. Con la bandiera gialla, il messicano va ai box già a fine giro 1, passando dalle morbide nuove alle dure nuove e cambiando di fatto tattica.

La neutralizzazione termina al passaggio 3. Davanti a tutti si è issato Kyle Kirkwood, ma non per molto. Sul lungo rettilineo, infatti, Scott McLaughlin sfrutta la scia e sorpassa all’esterno il numero 27, portandosi in testa ancora prima della staccata.

A centro gruppo, non si contano i duelli, molti dei quali al limite. In curva 1, nel tentativo di passare Lundqvist all’esterno, Herta era andato largo, portando al termine la manovra ma danneggiando l’aerodinamica della sua Dallara. Nel tentativo di rispondergli, lo svedese lo ha colpito, mandandolo fuori pista in testacoda. Conseguentemente, la gara è stata di nuovo neutralizzata.


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La bandiera verde risventola al giro 5. Newgarden sorpassa in curva 1 all’interno Alexander Rossi, portandosi terzo. Nelle fasi concitate successive alla ripartenza, non può mancare l’ennesimo incidente. Ne fa le spese Kyffin Simpon, speronato da Christian Rasmussen (Stop and Go per lui) proprio all’ultima curva, la 14. Il barbadiano si ritira e la corsa subisce un’altra interruzione.

Si riparte dal giro 9. Scelte le primary nuove per lo stint iniziale, in testa ci sono McLaughlin e Kirkwood. Si mettono subito in mostra Will Power – quinto su Dixon in curva 5 – e Romain Grosjean (quattordicesimo al via) che sulle morbide nuove si assesta in settima piazza.

La gara comincia finalmente a svilupparsi

Archiviata ‘la frammentazione iniziale’, la gara comincia a delinearsi. Il numero 3 prova a costruirsi un piccolo margine, sfruttando la pista libera ed è l’unico a girare sul minuto 44″ alto. Newgarden non fa scappare Kirkwood, mantenendosi nell’ordine del secondo di distacco.

Al giro 16, Christian Lundgaard prova a riprendersi la nona posizione, appena persa su Rinus VeeKay. Il danese ha una migliore accelerazione in uscita dalla Carousel e utilizzando il Push to Pass, è in scia dell’olandese già alla curva Kink. VeeKay si mantiene a destra e così Lundgaard prova ad inventarsi un attacco all’esterno della Canada. Il numero 21 riesce però a rintuzzarlo.

Alla fine della medesima tornata, spazio per le soste. Si fermano, tra gli altri, McLaughlin e Kirkwood. Primo si pone dunque Newgarden. Il pilota del Tennessee si ferma un giro più tardi. Per lui, scattato sulle morbide nuove, ci sono dure usate.

Newgarden uscirebbe dalla pit lane persino davanti a Mclaughlin, il quale, tuttavia, è lesto ad infilarsi già in curva 1. Alla fine del giro 18 è la volta di Alex Palou – dalle dure nuove a quelle usate – per rientrare poi dietro a Power. Dixon, però, sulle alt nuove, già in temperatura, lo costinge all’ottava piazza. Lo spagnolo comunque, dopo essersi difeso da Kirkwood, riuscirà a ripassare il compagno neozelandese.

In realtà, Dixon è in difficoltà con le gomme morbide (blistering) e perde diverse posizioni. Sarà costretto di nuovo ai box a fine giro 22 (per le dure usate). Il numero 9 si ritrova così ventiquattresimo.

Assolo del Team Penske

Definita la classifica dopo le soste ‘ordinarie’, la seconda metà di gara comincia nel segno del Team Penske. Al termine del passaggio 26, infatti, guidava la gara McLaughlin, su Newgarden e Power. Tra i piloti sulle morbide, il migliore in graduatoria era in quel momento O’Ward, settimo.

Il messicano effettua la terza sosta personale a conclusione del passaggio 29, una tornata prima del capofila virtuale McLaughlin. Il nativo di Christchurch, montate le morbide nuove, riesce a sfruttarle al meglio da subito.

Lo si vede al termine della tornata 30, quando si fermano sia Newgarden, che Power (e anche Kirkwood). In effetti, l’overcut riuscirebbe pure ma con le gomme più calde – in rapida successione – il neozelandese sorpassa entrambi i suoi compagni di squadra. A condurre, virtualmente, era transitato Palou. Lo spagnolo è ai box a fine giro 32, per le alt nuove. Al rientro in pista, Palou è settimo, alle spalle anche di Felix Rosenqvist.

IndyCar Road America Power
A Road America, insieme a Will Power e a Josef Newgarden, Scott McLaughlin è stato a lungo in lizza per la vittoria, forte del dominio del Team Penske nell’evento IndyCar in Wisconsin – Official Team Penske Twitter Account Credits

Ai vertici della classifica, tra una sosta e l’altra, hanno avuto modo di affacciarsi anche Herta e Lundqvist. Fuori dai giochi dopo l’incidente al via – e dunque su strategie alternative – i due della prima fila non hanno avuto altro obiettivo, se non quello di un buon piazzamento.

Cambio in testa prima dello stint  conclusivo

Al giro 36 si assiste ad un cambio in testa. Il lungo rettilineo è sfruttato massimamente da Newgarden. Il numero 2 – sulle dure nuove – scarta McLaughlin e si mette a condurre le operazioni. La mescola più morbida continua ad essere difficilmente intepretabile. Newgarden non crea il vuoto e McLaughlin deve anche guardarsi da Power, pure lui su alt nuove.

L’ultimo pit stop di Palou arriva in anticipo rispetto alla concorrenza, ossia a fine giro 41. L’intento è quello di recuperare terreno, sfruttando le gomme (nello specifico quelle dure usate) già nella giusta finestra di esercizio. In Penske, chiaramente, rispondono al millimetro, facendo fermare al giro successivo McLaughlin (dure nuove). Almeno in quest’ottica, il tentativo di undercut della Ganassi viene respinto.

A fine 43, è la volta di Newgarden e dunque rimane fuori Power. Il numero 2 (su dure nuove) rientra ben davanti a McLaughlin. Il problema per l’atleta di Hendersonville è che quando a fine giro 44 si ferma Power, all’australiano riesce l’overcut. Il numero 12 riprende la carreggiata davanti a Newgarden – virtualmente primo – con un vantaggio di poco superiore al secondo.

Il confronto finale per il successo di Road America

A questo punto Newgarden ha un unico obiettivo. Chiudere il distacco e attaccare Power. Tutti e due sono sulle primary nuove. Allo scoccare dei meno dieci giri dalla fine, il numero 2 compie un primo tentativo. Sul rettilineo principale, prende la scia di Power e prova all’esterno ma l’australiano si protegge, coprendo la traiettoria più interna.

Davanti a tutti, stava girando Herta, in attesa dell’ultima sosta. Il californiano si ferma alla fine del giro 48 e al rientro in pista è comunque sesto, dopo aver respinto l’arrivo di O’Ward.

Ripreso anche materialmente il comando, Power frappone tra sé e Newgarden un distacco superiore ai due secondi, consentedogli di impostare una successiva fase di gestione. Gli ultimi passaggi, infatti, sono una sorta di ‘passerella’, verso la bandiera bianca che segnala l’inizio dell’ultimo giro. Le ultime quattro miglia, a conclusione di una parentesi di due anni.

Sotto la bandiera a scacchi, al termine dei 55 giri in programma, Will Power vince a Road America. Era da due anni che non conquistava una gara dell’IndyCar. Precisamente, dal primato ottenuto a Detroit, quando ancora – per l’evento del Michigan – si correva a Belle Isle.

Per il Team Penske, Elkhart Lake ha rappresentato una prova di forza devastante, per certi versi ancora più scintillante di Indianapolis. Oltre al podio, sul quale – alle spalle di Power – hanno infatti concluso Newgarden e McLaughlin. E’ stata la prestazione in sé ad aver convinto, sia in termini velocistici che di gestione delle varie situazioni.

Quarto Palou, poi Kirkwood e Herta. Il californiano, sesto, ha completato una rimonta di assoluto rilievo, limitando al massimo i danni.

IndyCar Road America Power
Will Power ha vinto a Road America e il Team Penske, nella gara dell’IndyCar a Elkhart Lake ha anche portato Josef Newgarden secondo e Scott McLaughlin terzo – Official Team Penske Twitter Account Credits

I risultati del XPEL Grand Prix at Road America 2024

Will Power ha vinto l‘XPEL Grand Prix at Road America, settima gara stagionale ad assegnare punti validi per il Campionato IndyCar 2024. Il veterano del Team Penske è tornato al successo – il quarantaduesimo in carriera – dopo due anni di attesa. Decisiva, ancora una volta, la tattica e la scelta delle gomme.

La cifra del Team Penske è stata esemplificata dalla composizione del podio. Secondo Josef Newgarden. Terzo Scott McLaughlin. I primi tre hanno concluso la corsa in un pacchetto di otto secondi.

Il Chip Ganassi Racing ha avuto Palou quarto, migliore tra i motorizzati Honda. Nonostante una giornata deludente – e nelle retrovie – il giro più rapido è stato quello di Scott Dixon, ventunesimo alla fine. Il neozelandese lo ha siglato in 1’43″1076, al termine della tornata numero 53.

Nella Top 10, invece, ottimi i piazzamenti di Romain Grosjean e Graham Rahal, rispettivamente settimo e decimo. Buona anche la rimonta di Marcus Ericsson, scattato quindicesimo e nono sotto la bandiera a scacchi. Considerando anche Kyle Kirkwood, quinto e Colton Herta, sesto, l’Andretti Global ha portato tutte e tre le sue vetture tra i primi dieci.

Di seguito – con Will Power vincitore – la graduatoria della gara di Road America, settima gara del 2024 ad assegnare punti validi per l’IndyCar. La classifica è tratta direttamente dal sito ufficiale della serie.

IndyCar Road America Power
Con la vittoria di Road America, Will Power ha posto fine a due anni senza successi in IndyCar, valorizzando al meglio la grande giornata del Team Penske – Official NTT IndyCar Series Website Credits

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Copertina: Official Team Penske Twitter Account Credits

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