Luglio 14, 2024
Paddock News 24
IndyCarPN24

IndyCar | Honda Indy 200 at Mid-Ohio 2024 – Gara: straordinario guizzo di Pato O’Ward, alla prima vittoria dell’era ibrida

Pato O’Ward ha vinto la gara di Mid-Ohio, la prima dell’IndyCar con le motorizzazioni ibride, al termine di uno confronto con Alex Palou

Pato O’Ward si è aggiudicato la Honda Indy 200 at Mid-Ohio 2024, prima gara nella storia dell’IndyCar corsa con motori ibridi. Il messicano, alla seconda vittoria stagionale, ha avuto la meglio su Alex Palou, al termine di un serrato confronto che li ha visti protagonisti per buona parte del fine settimana. In terza posizione è arrivato Scott McLaughlin, il migliore del Team Penske, abile a recuperare dalla sesta posizione di partenza.

Hanno completato la Top 5, Colton Herta e Marcus Ericsson. Alexander Rossi ha portato la seconda monoposto dell’Arrow McLaren in sesta posizione. Settimo Christian Lundgaard, poi Kyle Kirkwood, Christian Rasmussen e Santino Ferrucci.

Toby Sowery, all’esordio per il Dale Coyne Racing, ha concluso ottimamente in tredicesima posizione, a pieni giri, davanti a Felix Rosenqvist. Enorme delusione, invece, per Scott Dixon, costretto da un problema tecnico a fermarsi durante i giri di allineamento. Josef Newgarden ha invece pagato una strategia a tre soste non efficace e diverse penalità in gara, chiudendo addirittura 25°.

Il Warm Up

Nel Warm Up di Mid-Ohio, il più rapido è stato Scott Dixon. Il pilota della Ganassi ha fermato il cronometro sull’1’06″2555, completando ventitre tornate. Secondo Alex Palou, in 01’06″4005 e terzo Colton Herta, in 01’06″5162. Tra i primi cinque, per il Team Penske, si è issato pure Scott McLaughlin, quarto in 01’06″7235.


Leggi anche: 24 Ore di Le Mans 2024 | Dal successo di Siegel, al piazzamento di Grosjean: quanti ‘incroci’, tra WEC e IndyCar, in Francia


Marcus Armstrong, quinto, in 01’06″7246 ha preceduto David Malukas, Graham Rahal, Kyle Kirkwood, Christian Lundgaard e Josef Newgarden. Diciottesimo Pato O’Ward. Per l’alfiere dell’Arrow McLaren sono state ventiquattro le tornate ultimate, la migliore delle quali in 01’07″6257.

Primi colpi di scena, ancora prima della bandiera verde

Ancora prima di lasciare la corsia dei box, David Malukas e Kyffin Simpson hanno avuto alcune difficoltà con l’avviamento. Peggio va a Scott Dixon, la cui vettura si ammutolisce nel tratto di China Beach, in curva 5.

Il classe 2001 e il barbadiano hanno potuto riavviarsi, recuperando i rispettivi posizionamenti di partenza. Non così il neozelandese, trainato – ancora in macchina – fuori dal tracciato e costretto apparentemente a ritirarsi.

Allo sventolio della bandiera verde – direttamente dal giro 3, dopo due passaggi di fatto neutralizzati – Alex Palou mantiene la testa, su Pato O’Ward e David Malukas. Al giro 4, Christian Lundgaard e Christian Rasmussen si giocano la settima piazza, in un confronto tutto danese. L’alfiere dell’Ed Carpenter Racing, però, riesce a mantenersi davanti.

Per cominciare, la scelta maggiormente condivisa è stata quella delle primary nuove. Tra i pochi sulla morbida – per la strategia ‘alternativa’ – Rosenqvist, Will Power e Josef Newgarden. Tuttavia, i vantaggi delle alternate sono limitati dal traffico, tant’è che se al vertice della graduatoria si gira intorno al minuto e 08″, a centro gruppo i riferimenti sono più alti di un secondo.

Cominciano le soste ai box

Newgarden, infatti, rientra già al termine del giro 11, passando alle dure usate. Marcus Armstrong (per le morbide nuove), Rosenqvist (per le dure nuove) e Nolan Siegel (per le alt nuove) – anche loro al via sulle prime – cambiano al passaggio successivo. Ripresa la pista, Newgarden ha guadagnato terreno su tutti loro.

In testa – sempre con un occhio alla gestione dello stint – Palou gira sull’1’07” alto, sempre tre o quattro decimi meglio dei più diretti inseguitori. Così, al giro 18 – quando ormai è ben visibile un segno sulla sua anteriore destra – l’iberico ha costruito un piccolo margine, di cinque secondi.

Proprio le anteriori, vista la nuova ripartizione dei pesi e il sottosterzo conseguente, si dimostrano essere particolarmente sollecitate. Da qui anche quella necessità di costruire uno stint iniziale rendendo centrale la costanza, rispetto alla prestazione pura. Intorno al giro 20, per altro, Wil, Power – dodicesimo e ancora sulle morbide del via – si mantiene ancora un secondo più alto, rispetto ai riferimenti dei primi.

La variabile ‘gomme’ e la necessità di rimodulare il confronto

Intanto, nel corso del giro 22, Scott Dixon è riuscito a ripartire, seppur ovviamente staccatissimo. Al termine del passaggio 27, rientrano Pato O’Ward e Malukas (che stallerà, perdendo tempo e scendendo quindicesimo). Palou deve difendersi dall’attacco di O’Ward e lo imita alla fine del passaggio successivo, riuscendo nel suo intento. Anche Herta ha cambiato le sue gomme, nel medesimo contesto di Palou.


Leggi anche: IndyCar | Quale futuro per Théo Pourchaire? Le incertezze e le variabili di una carriera da ricostruire


In testa va Scott McLaughlin, il quale però è ai box alla fine del giro 30. L’overcut nei confronti di Herta consente al numero 3 di recuperare la carreggiata terzo, con l’alfiere dell’Andretti Global e Newgarden – risalito grazie al primo pit stop estremamente anticipato – nei suoi scarichi.

Il secondo stint, dunque, comincia con quei piloti di vertice che hanno scelto la dura per partire, tutti sulle morbide nuove. Newgarden – da quinto – effettua la seconda fermata alla fine del giro 36. Per il numero 2, oltre al ritorno in carreggiata da sedicesimo, ci sono ancora pneumatici duri rodati. Rosenqvist si riferma alla fine del giro 38 – confermate le prime mai rodate – scendendo diciannovesimo.

Sulla morbida, il passo – allo scoccare della metà di gara – si assesta sul minuto e 07″ alto. O’Ward vuole forzare – nei limiti del mezzo – e al passaggio 47 ha recuperato parte del distacco, portandosi a tre secondi dal capofila.

Gli ultimi trenta giri

Si arriva così al giro 50, con l’alfiere dell’Arrow McLaren che segue quello della Ganassi a due secondi. In pista, gli altri confronti diretti, sono quelli di Colton Herta e Marcus Ericsson, per la quarta piazza e quello tra David Malukas e Will Power per la decima.

Al giro 51, lo svedese affianca e sorpassa il californiano in curva 3. Herta non prova neanche a rispondere e il numero 28 si allontana, prendendo quasi un secondo nelle successive curve. Contestualmente, sulle alt, O’Ward è apparso maggiormente a suo agio rispetto a Palou, tant’è che – al giro 53 – la differenza tra i primi due è scesa a otto decimi.

Al giro 54, il numero 5 è ormai nel retrotreno della Dallara-Honda del Chip Ganassi Racing. Intanto, Malukas e Power si erano fermati a conclusione del passsaggio precedente. Il messicano effettua la seconda sosta – per le dure nuove – alla fine della tornata 54, fermandosi per 7″5.

Palou è nel traffico e deve impegnarsi per passare Power, prima di inserirsi in corsia dei box alla fine del giro 55. Per lui, prime già rodate, mentre Herta, dopo lo spagnolo, va sulle dure (nuove). La fermata del classe 1997, peraltro, dura 8″6. O’Ward è con le gomme già calde, arriva lanciato e gli è davanti in curva 1. Il classe 1999, poi, approfitta delle gomme fredde del concorrente diretto per allungare.

Si rinnova il confronto per il vertice

In curva 11, di nuovo quinto, Josef Newgarden si rende protagonista di un largo, senza grosse conseguenze (sarà di nuovo ai box alla fine del giro 62, perdendo una tornata). I due duellanti, invece, entrano in quello stesso giro 62, sempre s’un ritmo che oscilla tra il minuto e 07″ alto e il minuto e 08″ basso.

IndyCar Mid Ohio Gara
Alex Palou si è messo in luce nella gara dell’IndyCar a Mid-Ohio, anche se nella fase finale dell’ultimo stint, forse, non è stato deciso fino in fondo – Official Chip Ganassi Racing Twitter Account Credits

Palou comincia a studiare O’Ward nelle Esses, quando mancano sedici tornate alla conclusione. L’utilizzo della potenza dell’ibrido si rivela nevralgica. Il messicano sfrutta i curvoni per far scorrere la monoposto e ricercare la massima velocità. Il catalano, da parte sua, si avvicina soprattutto nel guidato, ma un leggero errore in curva 13 (giro 67) fa respirare il numero 5.

Un arrivo in volata

Quella sbavatura, infatti, ha spezzato la linearità della progressione del classe 1997 che perde immediatamente oltre mezzo secondo. I doppiaggi, però, rendono ‘non pulita’ l’aria di O’Ward, creando un’altra variabile. A cinque giri dalla fine, il numero 5 deve doppiare Simpson e Agustin Canapino e ha in scia Palou. Un altro leggero svarione del campione in carica in curva 9 lo riallontana dallo spagnolo.

Palou però si riporta negli scarichi della Dallara-Ilmor Chevrolet numero 5, ancora dietro a Simpson, compagno di Palou in Chip Ganassi Racing, e Canapino. La questione è problematica soprattutto nelle Esses.

O’Ward, però, non si scompone – nonostante un testacoda di Romain Grosjean – e in una sorta di volata, esce in sovrasterzo dall’ultima curva e passa in testa sotto la bandiera a scacchi, al termine di 80 giri tiratissimi. Alle sue spalle, per meno di mezzo secondo, Alex Palou. A conti fatti, lo spagnolo è stato forse poco incisivo in un finale che lo ha visto comunque al limite.

Con loro, sul podio, è salito Scott McLaughlin, solido nella capacità di massimizzare il risultato, considerando che era partito sesto. In effetti, il neozelandese non è mai stato impensierito dal duo dell’Andretti Global, formato da Herta e Ericsson. I due, al netto dei loro scambi in pista, alla fine hanno chiuso secondo ‘l’ordine iniziale’.

I risultati della Honda Indy 200 at Mid-Ohio 2024

Pato O’Ward ha vinto la Honda Indy 200 at Mid-Ohio 2024, la nona gara valida per il Campionato IndyCar del 2024. Il messicano dell’Arrow McLaren ha condotto la competizione per ventiquattro tornate, sulle ottanta complessive. Josef Newgarden, alla fine solo venticinquesimo, ha ottenuto il giro più veloce, in 1’06″5386, siglato alla tornata numero 72.

Sul podio, col nativo di Monterrey, il suo grande sfidante di giornata, Alex Palou e Scott McLaughlin, per il Team Penske. Positiva la domenica di Lexington per l’Andretti Global. Colton Herta e Marcus Ericsson sono arrivati, rispettivamente, quarto e quinto. Kyle Kirkwood, ottavo.

La soluzione a tre soste in ha funzionato, Felix Rosenqvist, il migliore su questa strategia, non è andato oltre il 14° posto. Per Newgarden una serie di penalità per eccesso di velocità in pit lane causa un risultato disastroso, alla fine chiude 25°.

Di seguito – con Pato O’Ward al vertice – la graduatoria della Honda Indy 200 at Mid-Ohio, nona gara del 2024 ad assegnare punti validi per l’IndyCar. La classifica è tratta direttamente dal sito ufficiale della serie.

IndyCar Mid Ohio Gara
Pato O’Ward ha vinto a Mid-Ohio la prima gara dell’IndyCar con gli ibridi, regalando a sé e all’Arrow McLaren la seconda vittoria nel 2024 – Official NTT IndyCar Series Credits

Segui il nostro canale Telegram dedicato all’IndyCar

Seguici sui social: Telegram – TikTok – Instagram – Facebook – Twitter


Copertina: Official Arrow McLaren IndyCar Team Twitter Account Credits

Articoli Correlati

WEC | Rookie test Bahrain – Prime impressioni di Preining sulla Porsche 963 LMDh: “Mai vista una cosa simile”

Alessandro P

F1 | GP Abu Dhabi – Sainz pronto per lo stint finale: “Vogliamo chiudere in bellezza”

Simona Puleo

F1 | Il mito Schumacher è ben saldo nel cuore degli italiani: i migliori ricordi del Kaiser

Alessia Malacalza

Lascia un commento

* By using this form you agree with the storage and handling of your data by this website.