Giugno 13, 2024
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IndyCar | Sarà il 2024 un nuovo inizio per la categoria?

L’arrivo dell’ibrido nell’IndyCar potrebbe ridefinire i valori in campo, facendo del 2024 un anno spartiacque nella storia recente della categoria

In attesa che la griglia si completi, la stagione 2024 dell’IndyCar è già cominciata, forte del nuovo regolamento tecnico che potrebbe rimodulare la categoria. Un cambiamento, quest’ultimo, in grado potenzialmente d’incidere sul modo di gareggiare.

Come noto, la stagione ventura sarà una sorta di ‘anno zero’. Anche nella IndyCar, infatti, arriveranno le nuove motorizzazioni turbo-ibride. Le unità motrici saranno fornite da due case – come accade dal 2013 – ossia dalla Honda e dall’Ilmor-Chevrolet.

Un lungo e tortuoso tragitto

Il passaggio all’ibrido non è stato privo di difficoltà. Inizialmente, in effetti, si era deliberato di ripartire da un foglio pressoché bianco, dalla stagione 2023. Sulle vetture sarebbero state installate delle nuove unità da 2.4 litri con alimentazione ibrida. In realtà, già nel Marzo del 2022 si è scelto di differire il passaggio alle nuove motorizzazioni di un anno (dal 2024).

Non solo. Nel Dicembre del 2022, poi, si è addirittura accantonata anche la cilindrata inizialmente definita. Al suo posto, si è optato per inserire l’ibirdo nel pacchetto degli attuali sovralimentati V6, da 2.2 litri, utilizzati dal 2012. Inoltre – sempre nell’ottica di contenere il più possibile i costi – si è perfino internalizzato lo sviluppo della parte elettrica, inizialmente affidato alla Mahle.


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Definiti i dettagli, il lavoro è proceduto freneticamente. In questi ultimi mesi, entrambi i motoristi hanno svolto diverse prove. Numerosi piloti si sono alternati alla guida dei prototipi Dallara spinti dai ‘nuovi’ V6 biturbo ibridi da 2.2 litri.

Due le piste utilizzate. Sebring (16-17 Agosto) e l’Indianapolis Motor Speedway (dall’11 al 13 Ottobre scorsi, durante test riservati agli esordienti della Indy 500). I risultati, in termine di affidabilità, sono stati soddisfacenti.

IndyCar 2024 Categoria
Un dettaglio della Dallara-Honda ibrida testata da Alex Palou nelle recenti prove di Indianapolis, in un altro importante passo della categoria verso il 2024 – Joe Skibinski/Official NTT IndyCar Series Website Credits

Questione di masse e di energia

Passando in rassegna le principali caratteristiche tecniche, la grande novità – come ampiamente rimarcato – sarà la componente ibrida. Un sistema complesso, come ha spiegato The Race, costituito da un generatore – nel retrotreno – e da un supercondensatore (che immagazzina l’energia). Quest’ultimo componente è posto all’interno dell’involucro del cambio, in gergo chiamato ‘campana’.

Nella misura in cui il telaio Dallara (IR-18) e il motore sovralimentato siano rimasti gli stessi delle ultime stagioni, una delle principali sfide è stata quella degli ingombri. Il supercondensatore in tal senso – piuttosto che ricorrere alle classiche batterie, dalla minore densità di potenza rispetto al primo – ha giocato un ruolo fondamentale. Gli ingombri sono insomma stati ridotti al massimo.

Anche grazie alla collaborazione tra la Honda e la Ilmor-Chevrolet nel settore dell’automotive, si sono tolti 45 kg al progetto iniziale. In secondo luogo, un nuovo aeroscreen, meno pesante, ridurrà ulteriormente la massa complessiva delle future vetture.

Certo è che le classiche batterie avrebbero maggiormente inficiato sulla distribuzione dei pesi. Le stesse, tuttavia – immagazzinando maggiore energia per massa – avrebbero potuto offrire energia più a lungo termine. Nell’immediato, però, con il supercondensatore, la ‘spinta’ energetica sarà breve, forte e potente, alimentando il push-to-pass.

Cambia anche il push-to-pass

Il push-to-pass (nel 2023 equivalente a 60 Cavalli in più, per 200 secondi, ma solo sulle piste cittadine e permamenti) diventerà ancora più strategico. Fermo restando che i piloti continueranno ad utilizzarlo in maniera flessibile, tanto per attaccare, quanto per difendersi, l’ibrido metterà loro a disposizione addirittura 150 Cavalli in più (al posto dei 60 precedenti).

Ciascun corridore potrà usufruirne ripetutamente nel corso della gara, senza limiti di tempo. L’unico limite sarà la bravura dei piloti e delle squadre nel capire come ricaricare al meglio il sistema – presumibilmente in frenata – per massimizzarne l’apporto.

Anche in IndyCar, insomma, si affermerà una nuova variabile. Quella capacità di rigenerare, valorizzare e gestire l’energia, che cambierà probabilmente lo sviluppo delle gare.

Quale il ruolo delle strategie?

Tutto questo si tradurrà inevitabilmente sul modo di preparare, leggere e impostare le competizioni.

La ricerca dell’undercut, tanto quanto la capacità di allungare gli stint – in funzione del traffico – risentiranno certamente del fatto che tutti potranno sfruttare i cavalli in più, senza limiti temporali. Le lotte potrebbero essere molto più serrate. I doppiaggi, ancora più ostici.

IndyCar 2024 Categoria
Nel 2024, le nuove motorizzazioni ibride dell’IndyCar potrebbero financo ridefinire il modo di gareggiare della categoria – The Race/IndyCar Credits

In più, le nuove unità non richiederanno un motorino di avviamento, ma saranno avviate dall’ibrido. Questo dovrebbe eliminare le decine di cautions, deliberate a causa dai piloti che ‘stallano’.

Il 2024 è già iniziato. L’inverno – in attesa di Saint Petersburg – fornirà importanti indicazioni. Solo quando la parola passerà in definitiva alla pista, sarà però possibile valutare gli effetti di questo passaggio.

Nel continuo e dialettico rapporto tra sport, spettacolo e intrattenimento, infatti, anche l’innovazione tecnologica avrà, soprattutto alla lunga, un peso essenziale. Ben oltre la distanza del singolo campionato.


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Copertina: Walt Kuhn/Official NTT IndyCar Series Website Credits

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