Maggio 22, 2024
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MotoGP | Oliveira e la scomoda domanda: “La MotoGP è uno sport troppo facile?”

Miguel Oliveira afferma che la MotoGP da casa può sembrare uno sport troppo facile, quindi consiglia di avvicinarsi di più al pubblico.

Il pilota portoghese dell’Aprilia Trackhouse Racing Miguel Oliveira ha spronato la MotoGP a farsi conoscere più da vicino dal pubblico a casa, dopo aver scoperto la complessa realtà della NASCAR.

Avendo avuto l’opportunità di visitare la sede della Trackhouse Racing, Oliveira è potuto entrare più in contatto con quella parte del team che partecipa anche alla NASCAR. Questo lo ha fatto ricredere sul famoso campionato statunitense, poiché, prima di quel giorno, lo considerava uno sport facile. Pensava che si trattasse solo di guidare una macchina che deve sempre girare a sinistra. Ma ha cambiato idea dopo la visita in Nord Carolina.

oliveira motoGP sport facile
Fonte: @88migueloliveira su Instagram

Il pilota ha potuto infatti vivere lo sport più da vicino, guidando per la prima volta una vettura NASCAR sia in pista che al simulatore. Questo gli ha fatto comprendere le difficoltà di quel tipo di guida e gli ha permesso di osservare il duro lavoro dei team.


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Alla luce di questo ha riflettuto sul proprio campionato, la MotoGP, affermando che anche questo da casa può sembrare uno sport facile. Ha quindi ipotizzato che sarebbe utile avvicinare i tifosi del motomondiale, mostrando loro un punto di vista più interno dello sport. In questo modo anche il pubblico può ricredersi, provando in prima persona le difficoltà del guidare una MotoGP.

Oliveira ha affermato: “Quando hai una prospettiva interna dello sport capisci cosa significhi e capisci che non è così semplice come sembra in televisione. Potremmo usare un po’ di questo anche nel MotoGP. Credo che le persone che ci guardano dal vivo possono capire che è difficile, ma non da casa. Penso che al giorno d’oggi sembri troppo facile da casa.

MotoGP e sport motoristici possono essere definiti sport?

Spesso gli sport motoristici non vengono considerati dei veri e propri sport, perché in apparenza non c’è attività fisica e le prestazioni vengono solo dai veicoli. Ma andando a conoscere meglio le varie categorie, si può scoprire che tutti i piloti sono dei veri atleti e che per ogni ambito motoristico è necessaria una preparazione sportiva specifica.

In F1 c’è bisogno, per esempio, di un determinato lavoro sui muscoli del collo per poter resistere alla forza G delle curve. Mentre in MotoGP il corpo del pilota è sostanzialmente una parte del veicolo, che deve domare e controllare, mettendo in gioco ogni muscolo, specialmente in curva.

Quindi oltre all’innovazione tecnologica nel campo meccanico e ingegneristico, alle strategie e alle diverse abilità che gli sport motoristici richiedono, è necessaria anche la preparazione fisica dei piloti, che li rende veri e propri atleti.


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