Luglio 22, 2024
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MotoGP | GP Giappone – I Punti Chiave del weekend di Motegi

Da Martin sempre più su… alla Yamaha sempre più giù: ecco i punti chiave del GP del Giappone di MotoGP.

Il weekend nel Paese del Sol levante ha regalato diversi spunti di riflessione. Jorge Martin non si ferma più e a Motegi fa bottino pieno conquistando sia la sprint che la gara principale. Pecco Bagnaia è ancora leader, ma lo spagnolo gli è sempre più vicino. Un redivivo Marc Marquez torna sul podio dopo quasi un anno di astinenza.

Nemmeno la pioggia e un lungo fermano Martinator

MotoGP punti chiave giappone
Credit: Twitter MotoGP

I punti chiave del GP del Giappone di MotoGP non possono che partire da lui: Jorge Martin. Dopo la Sprint di Barcellona, lo spagnolo era scivolato a 66 punti da Bagnaia e il bis mondiale per il torinese sembrava quasi una formalità.

Da allora, però, tutto è cambiato: il centauro del team Pramac ha infilato 5 vittorie, un secondo e un terzo posto tra sprint e gare e, sfruttando anche le sventure e gli errori del rivale, ha annullato il distacco quasi del tutto. Praticamente è come se il campionato non fosse mai iniziato: tutto si deciderà negli ultimi 6 appuntamenti, che si disputeranno tutti d’un fiato (con un solo weekend di pausa) fino all’ultimo fine settimana di novembre a Valencia.

Del talento di Martin in pochi hanno dubitato, ma nel 2022 lo spagnolo sembrava aver perso la retta via. Sempre velocissimo in qualifica, i suoi weekend terminavano puntualmente con la moto posta a 90° nella via di fuga di qualsivoglia curva. La scelta della Ducati di puntare su Bastianini, mentre si vedeva già vestito di rosso, sembrava la mazzata finale sul suo morale, che già era sotto i tacchi.

E invece Jorge n’è uscito più forte di prima e il 2023 ha il sapore della rinascita. Le vittorie conquistate tra sprint e gare sono ben otto e quello che era il suo punto debole, la costanza, è improvvisamente diventato il suo punto di forza. Sono soltanto due gli zeri della sua stagione, per altro entrambi maturati nelle prime tre gare, a fronte delle cinque cadute di Bagnaia.

In Giappone, si è poi vista una nuova versione di Martinator. Finora lo si era sempre visto dare il meglio nelle occasioni in cui occupava le prime posizioni già dalle battute iniziali della gara. Martin in testa diventa difficilmente prendibile per gli avversari.

A Motegi, invece, non si è fatto prendere dalla foga quando è arrivato lungo alla staccata di curva 3 ed è scivolato in sesta posizione. Gli sono infatti bastate poche tornate per infilare uno alla volta tutti quelli che lo precedevano e rimettersi a condurre il gruppo.

Il tutto poi sotto una pioggia sempre più battente, condizione dove non si è mai trovato propriamente a suo agio, corroborando l’impressione di un pilota che, ogni gara che passa, aggiunge un pezzo che lo avvicina sempre di più al completamento di un bellissimo puzzle.

Bagnaia bene… ma non benissimo

MotoGP punti chiave giappone
Credit: Twitter MotoGP

In Giappone, il campione del mondo aveva un duplice obiettivo. Recuperare il feeling con la moto, mai avuto in India, e portare la moto al traguardo, perché gli errori iniziano a essere troppi. Dunque, se si guarda il bicchiere mezzo pieno, entrambi gli obiettivi sono stati raggiunti. Tra l’altro le condizioni erano quelle più difficili possibili per i piloti: un primo giro corso su pista umida con gomme da asciutto, poi il cambio moto e una pioggia che viene giù sempre con sempre più insistenza.

Enormi complimenti vanno dunque spesi sia per Martin che per Bagnaia. Un errore avrebbe potuto pesantemente compromettere il cammino di entrambi e invece, non solo sono rimasti in piedi, ma si sono dimostrati i più veloci in una condizione che esalta maggiormente la componente umana rispetto al mezzo meccanico.


Leggi anche: MotoGP | GP Giappone – Martin: “Oggi avevo un grande feeling con la moto”


Se si guarda invece il bicchiere mezzo vuoto, Pecco si è trovato davanti a Martin dopo il lungo di quest’ultimo e ha dovuto assistere al sorpasso del rivale che si è poi andato a prendere la vittoria. Inoltre, la bandiera rossa che ha messo fine alla gara a 12 giri dalla bandiera a scacchi ci ha probabilmente privato del duello finale. Il campione del mondo in carica era infatti rimasto aggrappato al rivale e aveva probabilmente gestito meglio le gomme.

Per concludere, il suo vantaggio in classifica si è liquefatto. La situazione di Pecco è assimilabile a quella di una squadra di calcio in cerca dell’episodio per riportare l’inerzia della stagione dalla propria parte. Inerzia che, dalla caduta di Barcellona, è tutta dalla parte di Martin, bravissimo poi ad approfittare della situazione con 5 vittorie nelle ultime 6 gare.

Marquez è sempre Marquez

Credit: Twitter MotoGP

A un fenomeno come lui basta davvero poco per dimostrare che gli infortuni non hanno minimamente scalfito la cattiveria e la voglia di vincere dei bei tempi. Nonostante la netta inferiorità della sua Honda, appena le condizioni permettono di esaltare le qualità del pilota, lui c’è e non s’è fatto scappare l’occasione di tornare sul podio. Podio che gli mancava da quasi un anno, precisamente dal GP d’Australia 2022.

E se la gara non fosse stata interrotta, chissà che non avrebbe potuto lottare per qualcosa in più di un semplice terzo posto. Un Marquez così, se il suo passaggio in Ducati-Gresini dovesse davvero concretizzarsi, sarà una bega per tutti nel 2024.

Yamaha a picco e in Quartararo regna ormai la frustrazione

Credit: Twitter Alessio Piana

La casa di Iwata naufraga sul circuito di casa. Il GP d’India si è rivelato solo un fuoco di paglia: su una pista nuova, dove le squadre non avevano alcun dato a disposizione, la situazione si è livellata e Quartararo ha fatto emergere tutto il suo talento e conquistato un meritato podio. Tornati su un circuito tradizionale, ecco che la normalità viene ripristinata e per la Yamaha versione 2023 (e non solo) non è certamente un qualcosa di positivo.

Lo sguardo del francese dopo l’eliminazione in Q1 era tutto un programma. Nei suoi occhi c’era tutta la frustrazione non solo per il momento attuale, ma anche di uno che se guarda al passato vede una moto a cui non vengono adottati sviluppi convincenti da troppo tempo, e che se guarda al futuro non intravede la luce in fondo al tunnel. Durissima da accettare per uno che solo due anni fa festeggiava il titolo di campione del mondo di MotoGP.

Nella sprint, Quartararo e Morbidelli hanno tagliato il traguardo uno dietro l’altro in P15 e P16, staccati di 20 secondi dal vincitore. In gara hanno poi tentato la mossa della disperazione, rimanendo in pista con la moto da asciutto, nella speranza che la pioggia cessasse di cadere, in totale controtendenza rispetto a tutti gli altri. Tipica scelta di chi è consapevole di essere in inenarrabile difficoltà.

[Credits immagine di copertina: Twitter MotoGP]


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