La Ford ha offerto il proprio punto di vista per quanto riguarda l’impegno di sviluppare il motore di F1 con Red Bull Powertrains
Annunciato da diverso tempo dalla storica casa americana, dal 2026 la Ford si impegnerà per sviluppare il motore di F1 insieme a Red Bull Powertrains. Per la scuderia si tratta di una nuova fase della propria storia dove non si affiderà più a fornitori esterni, ma produrrà la propria Power Unit.
L’accordo porta al ritorno di Ford in F1 dalla fine del 2004. A quell’epoca forniva motori alla Jaguar, prima che essa venne venduta proprio alla Red Bull. La storia della casa con sede in Michigan ha raggiunto il suo apice con i motori Cosworth DFV. Si tratta di una partnership che soddisfa entrambe le parti, la Red Bull potrà sfruttare l’esperienza di Ford che a sua volta aveva interesse a entrare in Formula 1.
I retroscena dal punto di vista di Ford
La curiosità resta di capire perché la Ford abbia scelto la Red Bull per il supporto sulla progettazione del motore di Formula 1. Il direttore di Ford Motorsport, Mark Rushbrook ha raccontato proprio quello che è successo dietro alle quinte e che ha portato a questa collaborazione.
“Era diventato chiaro dall’esterno che le negoziazioni tra Red Bull e Porsche non stavano funzionando. Ho letteralmente preso l’indirizzo mail di Christian Horner e ho mandato un messaggio dicendo ‘Hey, vuoi parlare?'”

A questo proposito anche Horner ha fornito un aneddoto: “Siamo andati a un meeting sulla nostra strada verso il Brasile con Mark, Bill Ford e Jim Farley. Ho creduto fossimo a buon punto quando ho visto Jim entrare con un cappellino di Sergio Perez. Il primo pensiero è stato che stavamo andando veramente bene. Potevi veramente sentire l’entusiasmo dall’élite della compagnia.”
Tornando a Ford, Mark Rushbrook ha aggiunto: “Se mi avessero chiesto 5 anni se Ford potesse avere l’opportunità di tornare in F1, sicuramente la mia risposta sarebbe stata di no. A quel tempo non pensavamo che potesse essere il posto giusto per noi, ma sicuramente gli scenari sono cambiati.”
“Se guardiamo come cambieranno i regolamenti dal 2026, con l’aumento della parte elettrica, con i cambi di carburante e l’obiettivo delle zero emissioni per il 2030, si allinea tutto con quello che è importante per noi. La crescita dello sport ha giocato un ulteriore ruolo. Gareggiamo per l’innovazione e per portare le tecnologie dalla pista alla strada e viceversa. Vogliamo correre anche per raccontare la storia della nostra compagnia, delle nostre persone e dei nostri prodotti. Tre anni fa le cose sono cambiate e abbiamo capito di dare una seria occhiata alla Formula 1 e adesso ci siamo.”
La volontà di comprare una squadra
Prima di firmare l’accordo con la Red Bull per la produzione del motore, Ford ha voluto osservare tutte le opzioni per il ritorno in F1. La casa americana aveva la volontà di tornare nel circus e aveva intrapreso l’opportunità di dover comprare una squadra già esistente.
“Prima di firmare il contratto di Red Bull c’erano molte discussioni in atto” – ha raccontato Mark Rushbrook – “Alcuni team ci hanno contattato e noi ne abbiamo contattati degli altri. Dovevamo capire le diverse strade e strategie per entrare in questo sport.“
“Puoi fare la tua Power Unit da solo o puoi entrare come cliente, ma dopo Ford non avrebbe nulla di investito all’interno di un team. Quando abbiamo visto questa opportunità [con Red Bull] è stato subito chiaro che fosse la direzione giusta da intraprendere. Ci permette di essere partner di quello che crediamo sia il miglior team in corsa. Siamo complementari e per noi questa è il modo giusto di fare le cose”.
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Crediti immagine di copertina: verstappen.com
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