Maggio 22, 2024
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F1 | Leclerc in qualifica: che succede? Lo spiega l’ingegnere Mazzola

Nell’ultimo GP, in Giappone, Leclerc non ha brillato in qualifica com’era suo solito fare. E’ stato l’ingegnere Mazzola ad individuare quanto successo alla SF-24 del monegasco.

Charles Leclerc ci ha abituati negli ultimi anni ad ammirare grandi prestazioni in qualifica, a discapito della gara dove la Ferrari raramente riesce ad essere in una condizione perfetta. Nel weekend a Suzuka, però, la SF-24 si è comportata all’opposto per il monegasco: solo 8° il sabato, e attraverso un’ottima gestione degli pneumatici è arrivato 4° in gara.

Leclerc qualifica
Ferrari SF-24 in pista a Suzuka – Credit: Scuderia Ferrari

L’ingegnere Luigi Mazzola, in un’intervista su F1inGenerale, ha spiegato ciò che differenzia Leclerc dal suo compagno di squadra in questo momento della stagione: l’adattamento alla vettura.

Ciò che ha messo in difficoltà la Ferrari nelle qualifiche a Suzuka è stata la messa in temperatura delle gomme nonostante la vettura generi calore, ed è dunque il pilota a dover fare la differenza in questo caso. “Io l’andrei dunque a vedere più nell’ambito del set up, dell’assetto. Cosa vuol dire questo? Vuol dire l’accordo che c’è tra lo stile di guida del pilota con il rispettivo assetto ottenuto con l’ingegnere di pista”.

Ogni pilota, come spiega l’ingegnere, preferisce un determinato assetto della monoposto in base al proprio stile di guida. Individuarlo è una parte fondamentale dell’attività: “E’ chiaro che uno magari riesce, grazie a questo, ad accendere il grip delle gomme prima“.


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La Ferrari va in direzione Sainz?

Il setup della Ferrari si adatta maggiormente allo stile di guida di Sainz, che predilige una vettura sottosterzante. Così tra i fan potrebbe sorgere il dubbio che la scuderia di Maranello stia lavorando avvantaggiando Carlos, e all’ingegnere Mazzola è stato chiesto se la Ferrari può valutare l’opzione di spostarsi in direzione Charles Leclerc.

L’ingegnere ha spiegato però che quello che le scuderie fanno è andare alla ricerca dell’assetto perfetto. Se la Ferrari l’ha trovato con Carlos Sainz non sarebbe conveniente tornare ad un altro setup. “E’ l’accordo su quello che può essere la ricerca di un assetto più ottimale. Perché se un pilota ci è arrivato…Cioè, un pilota di differenza rispetto all’altro ha lo stile di guida e l’assetto della macchina. Quindi starei lì”


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Fonte copertina: ScuderiaFerrari


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