Giugno 22, 2024
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F1 | Drive to survive: lo sport tra commedia e tragedia

Dopo il successo della quinta stagione, la serie Netflix è ormai una sicurezza per lo spettacolo della Formula 1

È febbraio 2019 quando viene pubblicato il primo trailer di Drive to Survive, nuova serie Netflix. Si percepisce da subito che sarà una grande novità per il pubblico della piattaforma streaming americana. La serie, seguendo il format del documentario, racconta le vittorie e i drammi sportivi di un mondo complesso, esclusivo e pericoloso.

Drive to survive si modella su queste caratteristiche e restituisce al pubblico uno spettacolo fatto di rabbia, felicità e momenti di alta tensione. Il racconto alterna i momenti in pista (a cui sono abituati gli appassionati di sempre) agli approfondimenti dietro le quinte, dove tutti i protagonisti prestano la loro voce alla narrazione.

Trailer di Drive to survive 5 @ F1ingenerale

Dopo 5 anni – e 5 stagioni – la serie ha smesso di essere una novità: la visione, infatti, è diventato un vero e proprio rituale pre-stagionale per gli amanti delle quattro ruote, per iniziare la nuova stagione da “dove eravamo rimasti”. Il successo, comunque, non si è limitato solo ai vecchi fan della F1. Dopo la trasmissione delle nuove stagioni, in molti si sono avvicinati alla categoria massima del motorsport ex novo. Ma dove si trova la chiave del successo?


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Drive to Survive, parla il produttore Gay-Rees: “Processo difficile, ho seguito l’istinto”

In una recente intervista rilasciata al sito ufficiale della F1, il produttore esecutivo James Gay-Rees ha parlato del successo della sua serie e di come abbia impattato sul mondo dei motori. “Portare un nuovo pubblico così vasto in uno sport è molto soddisfacente” ha dichiarato “anche se noi siamo stati solo un tramite. La F1 ha già il suo enorme potenziale“.

Il segreto, tuttavia, è stato trovare una chiave fortunata per la narrazione: “Non bisogna soffermarsi sui dettagli ma concentrarsi su una narrazione emotiva che possa raggiungere tutti. Solo così la visione sarà fruibile sia ai fan di vecchia data sia agli spettatori che non hanno confidenza con questo mondo“.

James Gay-Rees con Paul Martin, produttori di Drive to survive @ Esquire

Per fare tutto questo è necessario creare una scissione e scegliere quali contenuti riportare e soprattutto in che modo farlo. D’altro canto, Il produttore è consapevole che è difficile mettere tutti d’accordo e che molti dei fan storici potrebbero storcere il naso. Ma, di base, l’obiettivo è molto diverso dalla trasmissione giornalistica che racconta oggettivamente la gara. Il focus, infatti, viene spostato sulle storie degli uomini che si celano sotto i caschi, le rivalità e le loro emozioni. “Non va troppo progettato, bisogna seguire l’istinto.  Ma comunque non ha senso entrare nelle aree dettagliate che sono i fan accaniti conoscono” ha proseguito il produttore “non c’è il tempo di spiegarlo in 40 minuti di episodio. Puoi solo registrare ampi archi emotivi in modo che gli spettatori si riconoscano e ne restino affascinati“.

Drive to survive, l’eterogeneità del drama come chiave del successo

È indubbiamente questo il drama di cui si parla quando si commenta Drive to survive. La narrazione non si limita al racconto oggettivo del fatto che accade in pista, ma oscilla tra commedia e tragedia, restituendo allo spettatore momenti molto eterogenei. Questo avviene perchè Drive to survive sa raccontare anche momenti tragici, come le morti di Jules Bianchi e Anthoine Hubert o lo spaventoso incidente di Romain Grosjean in Bahrein. Infatti, alle sequenze ricche di azioni ed emozioni molto forti, si alternano momenti leggeri, spesso lontani dalle piste.

Mattia Binotto e Gunter Steiner nel primo episodio della quinta stagione
Mattia Binotto e Gunter Steiner nel primo episodio della quinta stagione @ Netflix

A tal proposito, la sequenza più emblematica è sicuramente quella che apre la quinta stagione. I protagonisti sono Mattia Binotto e Gunter Steiner alle prese con un viaggio attraverso la campagna italiana, mentre parlano di vino, vacanze e F1. “Un momento così ironico e nuovo di aprire una serie ha colpito il pubblico. Bisogna saper trovare espedienti narrativi coinvolgenti” ha dichiarato ancora Gay-Rees. Evidentemente il segreto di Drive to survive sta proprio qui: essere travolgente sia nella commedia che nella tragedia, sia nello sport che nell’umanità dei suoi protagonisti.


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