Luglio 14, 2024
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F1 | Il 2023 di Kevin Magnussen: nulla o quasi da salvare

La stagione 2023 di Kevin Magnussen, l’ottava completa in F1 per il danese, è stata avara di soddisfazioni, complice soprattutto la scarsa competitività della Haas VF-23

Kevin Magnussen ha concluso il Campionato di F1 2023 con tre punti all’attivo. Un bottino misero, valido soltanto per la diciannovesima piazza della generale. Tra i suoi precedenti nel Circus, soltanto nel 2020 il risultato finale era stato più esiguo.

Nel 2023 (come già tre anni fa) il nativo di Roskilde è stato condizionato dalla mancanza di competitività della Haas. Nonostante nell’abitacolo delle due VF-23 sedessero due atleti esperti – quali Nico Hülkenberg e appunto Magnussen – la scuderia di Kannapolis ha ottenuto dodici punti in totale. Tradotto: decimo e ultimo posto nella classifica riservata ai costruttori.

L’andamento della stagione

Da parte sua, l’ex portacolori di McLaren e Renault (sei stagioni in Haas, inclusa quella appena finita), non è andato oltre tre decimi posti. Rispettivamente, nelle gare di Gedda, Miami e Singapore. Solo apparentemente più rosea, la situazione in qualifica, al cospetto di piazzamenti di maggior rilievo. Sempre in Florida, il portacolori della Haas si è qualificato quarto. Sesto a Singapore, si è segnalato anche per l’ottavo posto nelle prove ufficiali di Austin.

In totale, sui ventidue Gran Premi in calendario, Magnussen ha visto la bandiera a scacchi diciassette volte, a fronte di cinque ritiri. A Melbourne e a Monaco, però, il numero 20 è stato comunque classificato, avendo completato almeno il 90% della distanza di gara.

F1 2023 Magnussen
Tre soli punti e una desolante diciannovesima posizione finale, sono stati il bottino di Magnussen nel 2023 – Official Haas F1 Team Website Credits

Non è stata ‘soltanto’ una questione di numeri

Eppure, le aspettative di partenza erano tutt’altro che basse. Anzi. Magnussen – uno dei piloti più poliedrici della sua generazione – era infatti reduce da un ottimo 2022. Lo scorso anno, il numero 20 – oltre alla splendida pole position di San Paolo – aveva guadagnato sei volte la Top 10 nei Gran Premi, più un settimo e due ottavi posti nelle Sprint.

Quest’anno, invece, sono arrivati soltanto risultati sporadici. Soprattuto, però, al netto dei numeri, in generale il 2023 ha rappresentato un passo indietro tangibile nella carriera dello scandinavo. Nello specifico, poi, l’essere uscito ridimensionato dal confronto con Hülkenberg (che nel 2022 aveva preso parte a soli due Gran Premi, entrambi con Aston Martin), eufemisticamente, non è stato il massimo.


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Più che in gara, il classe 1992 ha pagato dazio sul giro secco. Hülkenberg, infatti, ha ottenuto ben nove Top 10 in qualifica, arrivando alla bandiera a scacchi venti volte, a fronte di nove punti complessivi (settimo in Australia e sesto nella Sprint di Spielberg).

Nei fine settimana Sprint nessun ribaltone

Considerando invece – in maniera più puntuale – i sei fine settimana ‘Sprint’ (Baku, Spielberg, Spa-Francorchamps, Losail, Austin e San Paolo), non si è assistito ad alcun ribaltone. Nelle Sprint Shootout, sono state due le classificazioni del tedesco tra le prime file (quarto in Austria e settimo in Qatar); una sola per Magnussen: decimo a Spielberg.

Passando alla voce ‘Sprint’, il pilota di Roskilde non è mai andato oltre l’undicesimo posto di Baku. Meglio di ogni altra ‘gara breve’ – tranne una – del corridore di Emmerich am Rhein, non fosse appunto che il numero 27, in Stiria, ha regalato alla VF-23 quell’ottimo sesto posto.

F1 2023 Magnussen
Per Magnussen, anche le sei Sprint del 2023 sono state deludenti – Official Haas F1 Team Website Credits

C’è un motivo dietro questa involuzione?

I motivi, ipotizzabili, dietro a questo ‘flop’ possono ritrovarsi nella sintonia, mai sbocciata, tra il numero 20 e il prototipo della Haas.

Magnussen, d’altronde, ha uno stile di guida piuttosto particolare e ricercato, che lo porta ad affrontare le curve in modo graduale, sin dal momento della frenata. In inserimento, il danese predilige un posteriore molto preciso, salvo successivamente indurre un leggero sovrasterzo a centro curva – in fase di percorrenza – per poi disegnarne l’uscita.

In contrasto con tale sensibilità, la VF-23 si è dimostrata una vettura ben poco equilibrata e bilanciata, scarsamente efficiente dal punto di vista aerodinamico. Per tutto l’anno, Magnussen si è ritrovato in difficoltà con la guidabilità della monoposto di Kannapolis.

Consequenzialmente, a risentirne è stata la ricerca della giusta finestra di esercizio degli pneumatici. Tant’è vero che le due Haas – e Magnussen in particolare – ancor prima che sul giro secco, sono spesso crollate alla distanza, nel corso dei Gran Premi. Gran Premi, nei quali il rebus delle Pirelli, non di rado, è rimasto irrisolto.

La chiosa finale del pilota danese

La Haas già da tempo ha dirottato risorse e attenzioni sul 2024. Allora, ecco che il commento più indicativo sulla stagione appena conclusa, presumibilmente, è arrivato dallo stesso Kevin Magnussen.

D’altronde, come ha scritto il trentunenne sui propri profili sociali, dopo Abu Dhabi: “Addio 2023. L’unico aspetto positivo di oggi è che si è trattato dell’ultima gara. Possiamo chiudere i conti e guardare al prossimo anno. Grazie a tutta la squadra per il duro lavoro svolto durante la stagione. Sarà un inverno impegnativo per noi, ma credo che ce la faremo“.

Parole pesanti, che non hanno avuto bisogno di aggiunte, né di specificazioni ulteriori.


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Copertina: Official Kevin Magnussen Twitter Account Credits

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