Luglio 22, 2024
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F1 | Qatar, una voce fuori dal coro: “Le condizioni estreme rendono eroici i piloti”

Fra le tante e disparate critiche all’organizzazione del GP del Qatar di F1 c’è chi, al contrario, applaude alle gesta eroiche dei piloti.

Il GP del Qatar di F1 ha messo in luce diverse criticità, specialmente dal punto di vista della sicurezza e salute dei piloti. In tanti hanno espresso pareri indignati difronte alle condizioni estreme a cui sono stati sottoposti i ragazzi in macchina, portati quasi allo svenimento. Eppure, fra tutte queste voci, c’è chi la pensa diversamente.

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Martin Brundle, ex pilota di Formula 1 – @DExpress_Sport on X

In Qatar è andato in scena un teatrino disarmante. La Formula 1 è inciampata fra i suoi stessi piedi, correndo su un tracciato non adatto neanche alla tenuta delle gomme Pirelli. Nel caos generato dalla questione mescole, nei primi giorni è passato quasi inosservato un male ben peggiore: il caldo. Solo in gara, con il ritiro di Logan Sargeant e le successive testimonianze dei piloti, sono emerse le tremende difficoltà in pista.

L’indignazione ci ha messo poco a ricoprire tutto il Circus. I piloti, in primis, hanno chiesto delle tutele maggiori, per il futuro, ma a dire la loro sono stati anche addetti ai lavori e giornalisti. In Italia è scoppiata la polemica legata alle parole di Leo Turrini, ma anche un ex pilota, diventato anch’egli giornalista, la pensa in modo diverso dall’opinione comune.


Leggi anche: F1 | Lando Norris e quell’occasione sprecata in Qatar


L’attuale telecronista di Sky, Martin Brudle, ha pubblicato un tweet polemico sulla vicenda: “Sono gare come il Qatar o quelle nelle giornate molto piovose a rendere “eroici” i piloti di Formula 1. Non sono assolutamente convinto dalla narrativa debole che vorrebbe non li facessimo affrontare sfide come queste. Pensate a Senna in Brasile, o Stewart sotto la pioggia del Nurburgring, o a Lauda dopo l’incidente…“.

Eppure, lascia di stucco come dei ragazzi lanciati a 300km/h debbano correre il rischio di svenire in auto o siano portati a vomitare nel loro stesso casco. Probabilmente, andrebbe cercato il giusto compromesso, perché se è vero che le gesta eroiche non possano essere del tutto cancellate, è anche vero che rischiare di morire dal caldo non fa parte dalle mansioni di un pilota di Formula 1.


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