Maggio 19, 2024
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Ferrari F8 Tributo: la prova in pista della berlinetta

Con We Can Race abbiamo provato in pista la Ferrari F8 Tributo, ultima berlinetta a motore posteriore-centrale del cavallino rampante a montare un V8 endotermico puro.

Guidare una Ferrari non è un’esperienza che si fa tutti i giorni, ancor di più se c’è la possibilità di guidarla in pista, lì dove si può davvero mettere alla prova una vettura dalla potenza fuori dall’ordinario.

La vista laterale che rende l'dea della linea funzionale alla tecnica
La vista laterale dall’alto della Ferrari F8 Tributo

 

In pista a Mores

We can Race è un’azienda che permette di realizzare un sogno, ovvero quello di guidare una supercar lungo i tracciati più importanti d’Italia. La lista delle opzioni è davvero lunga e i tracciati in cui opera coprono tutta la superfice dello stivale. In questo caso lo sfondo della prova è stato Mores, un circuito in provincia di Sassari, in Sardegna, lungo 1650 metri. Con 9 curve totali, è stato inaugurato nel 2003 e, nonostante l’esigua lunghezza, permette di saggiare a fondo le caratteristiche della vettura. Durante la giornata, abbiamo avuto la possibilità di conoscere Claudio Anniciello, test driver e collaudatore di auto. Claudio, mostrando tanta passione, ci ha svelato i segreti del circuito e le caratteristiche delle auto.

Il frontale con in mostra l'S-Duct
Nel frontale della Ferrari F8 Tributo spicca la presa d’aria del sistema S-Duct

 

La Ferrari F8 Tributo

Saliti a bordo la prima cosa che notiamo è il punto H, davvero basso, come lo è il suo baricentro. Tutto all’interno dell’abitacolo è realizzato in maniera tale da mettere al centro dell’attenzione il suo autista. Abbiamo provato la f8 Tributo con tutti i controlli elettronici attivi, dove abbiamo apprezzato l’accelerazione davvero mozzafiato (la casa del cavallino dichiara uno 0-100 in appena 2,9 secondi) e lo zero turbolag del motore 3,9 litri biturbo. Il cambio è un doppia frizione a 7 rapporti, fulmineo nelle cambiate e precisissimo anche nell’opzione automatica.

Ma se l’accelerazione è impressionante, i freni non sono da meno, infatti la F8 Tributo è dotata di un impianto frenante carboceramico, modulabile ma soprattutto resistente alla fatica. Gli interni sono studiati per il guidatore: ci si sente subito dei piloti, grazie anche alla presenza del manettino e dei led del contagiri sul volante. Inutile dire che lo sterzo è diretto e precisissimo, sembra di averlo impugnato da sempre e ti dà davvero l’idea di dove stai mettendo le ruote. I timori di dover gestire i 720 cavalli in una trazione posteriore sono svaniti subito dopo esserci messi al volante, la F8 Tributo con tutti i controlli elettronici attivi è un’auto che dà confidenza e garantisce anche un certo comfort, come in pieno stile della stirpe GTB.

Il volante dall'impugnatura sportiva
Gli interni della Ferrari F8 Tributo sono studiati per far sentire l’autista un vero pilota

 

L’aerodinamica

La Ferrari F8 Tributo è lo stato dell’arte in termini di aerodinamica ed elettronica, tant’è che si può definire a mani basse un punto di riferimento. Nella parte anteriore troviamo L’S-Duct, la cui esperienza deriva direttamente dalla f1. Questa soluzione permette di catturare il flusso aerodinamico della parte centrale del paraurti e spingerlo verso l’alto da un’uscita posta sul cofano, ciò garantisce maggior carico aerodinamico per l’anteriore. Dato che stiamo parlando di una vettura ad alte prestazioni, lo stile anche dei più piccoli dettagli deve essere funzionale, infatti il nuovo taglio dei fari, ora più compatti, ha permesso di disegnare prese d’aria più efficienti anche per i freni. La forma del posteriore integra lo spoiler in cui è presente il soffiaggio, in questo caso le aspirazioni create dallo spoiler hanno permesso di avere un aumento del carico aerodinamico pari a un + 25% rispetto alla 488 GTB.

La vista dall'alto rende l'idea della complessa aerodinamica di cui è dotata la Ferrari F8 Tributo
La Ferrari F8 Tributo e la sua complessa aerodinamica

 

 

Il volante con il contagiri a led nella parte alta


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