Giugno 22, 2024
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IndyCar | GP Road America 2024 – Anteprima e Orari TV

Il prossimo fine settimana, l’IndyCar Series si sposterà a Road America per disputare la settima gara del 2024, in uno degli autodromi più amati e con il fardello di una grande eredità per tutti gli appassionati e gli addetti

Dopo le due gare di Indianapolis (considerando pure le qualifiche della Indy 500) e quella di Detroit, nessuna pausa per il Campionato IndyCar 2024, che il prossimo fine settimana correrà a Road America. Il Wisconsin, di fatto, ospiterà il quinto evento consecutivo della serie, certamente uno dei più iconici.

Sulla Dallara-Honda numero 51 del Dale Coyne Racing – dopo la buona gara di Tristan Vautier a Detroit –  tornerà Luca Ghiotto. Il pilota di Arzignano sarà anche a Laguna Seca. Nell’abitacolo della vettura numero 66 del Meyer Shank Racing, invece, spazio nuovamente a Helio Castroneves, in quello che dovrebbe essere il suo ultimo impegno dell’anno.

A Road America, Scott Dixon si presenterà da primo della classifica dei piloti. Il vincitore di Detroit ha 216 punti, diciotto in più rispetto al compagno Alex Palou (198). In terza posizione Will Power, con 185 lunghezze. Quarto Pato O’Ward, a 160 e quinto Alexander Rossi, con 150, entrambi per l’Arrow McLaren. Tra i motoristi, l’Honda è a quota 482 punti, con l’Ilmor-Chevrolet a quota 466.

Una grande eredità

Al netto degli aspetti tecnici e della pista, c’è un altro tema che renderà i venturi tre giorni del tutto particolari, quasi sganciandoli dalla contemporaneità. Quella di Road America, infatti, sarà la prima gara senza Parnelli Jones, scomparso lo scorso 4 Giugno

Classe 1933, Jones è stato un vero e proprio mito delle corse ‘a stelle e strisce’, vincendo tre volte la Indianapolis 500. Una da pilota, nel 1963, dopo esser partito dalla pole position. Due, invece, le edizioni conquistate da proprietario della ‘sua’ scuderia, la Parnelli, ossia 1970 e 1971, entrambe con Al Unser Sr. al volante.

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La vittoria della Indy 500 del 1963 resterà uno dei momenti più iconici di Parnelli Jones, scomparso lo scorso 4 Giugno e che dunque sarà ricordato a Road America – Offical Indianapolis Motor Speedway Twitter Account

Meno fortunata, ma non per questo inosservata, l’avventura della Formula 1. La Parnelli, in effetti, ha preso parte ad alcuni Gran Premi tra il 1974 e il 1976 (sedici in totale), sempre schierando una sola vettura, per Mario Andretti. Sei i punti conquistati complessivamente, frutto di un quarto e quinto posto (Svezia e Francia) nel 1975 e del sesto posto dell’anno successivo di Andretti in Sudafrica.

Il circuito di Road America

Conosciuto come “America’s National Park of Speed“, Road America è tra gli autodromi più famosi del Mondo, apprezzato universalmente per via della planimetria e dell’altimetria, uniche nel loro genere.

Inaugurato nel 1955, il circuito è costruito in un’area di 640 acri (260 ettari) vicino alla Kettle Moraine Scenic Drive, importante strada panoramica. Precisamente, si trova in località Elkhart Lake (nel Wisconsin), lungo la Wisconsin Highway 67, a metà strada tra le città di Milwaukee e Green Bay. In generale, oltre alle gare (che qui si disputano dal Settembre 1955), vi si tengono oltre 400 eventi all’anno.


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La pista conta 14 curve ed è lunga 4,014 miglia (6,460 chilometri). La gara si disputerà sulla distanza di 55 giri, equivalenti a 220,55 miglia (354,94 chilometri). La sua conformazione è rimasta invariata dalla costruzione del tracciato, non mutando dal 1955. Si può dunque apprezzare quel variegato insieme di curve, teatro di competizioni sempre avvincenti, anche grazie alla caratteristica ampia carreggiata.

Al termine del rettilineo di arrivo/partenza – lungo 1342,644 metri – si arriva in sesta marcia, a 300 km/h. Si frena, scalando tre marce, per affrontare la curva 1. Poi, in rapida successione, la leggera piega della curva 2, già in quarta. Dopo aver aggiunto un’altra marcia, si arriva alla frenata successiva, quella della curva 3.

In curva 3, si passa dalla quinta alla seconda e in uscita, la vettura va fatta scorrere, lasciando che l’anteriore esterna tocchi leggermente il cordolo. Riallineato il volante, si sale di nuovo fino alla sesta, scaricando la potenza lungo il Moraine Sweep, il rettilineo opposto – comprendente la curva 4 – a quello principale.

Al termine dell’allungo, c’è la decisa staccata della curva 5, a sinistra, da prima marcia. Uscendo dalla curva 5, è fondamentale controllare il possibile sovrasterzo. Si sale di altre due marce e si gira di nuovo a sinistra, per la curva 6, da seconda.

La successiva accelerazione, verso il curvone 7 – che si fa già di quarta – porta ad inserire la quinta (nel tratto Hurry Downs), prima della decisa frenata per la curva 8, dove si scalano tre rapporti. Dalla curva 8, si esce di seconda e poi si accelera, dosando bene il gas verso le curve 9/10, del Carousel – in realtà, un curvone unico da 525° di raggio – che immettono sull’allungo verso la Kink (curva 11).


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La curva Kink è forse il simbolo stesso di Road America. I piloti dovrebbero arrivare alla Carousel in quarta, aumentando un rapporto appena all’imbocco del breve rettifilo. Gli alberi, di fianco, sono lo sfondo. La Kink è praticamente in pieno, in sesta, assecondando la monoposto e lasciandola scorrere sulla linea più esterna.

E in pieno, si tiene giù per un altro allungo, quello di Kettle Bottoms – leggermente sinistrorso e per questo classificato come curva 11 – e si arriva alla staccata della curva 12, la Canada, altro punto iconico del tracciato. Per la brusca staccata, si passa dalla sesta alla seconda e gradualmente si sale fino alla quarta per la successiva curva.

In curva 13, da quarta, non si toccano i freni, ma si parzializza l’acceleratore al minimo. Si riesce appena a mettere la quinta, per un attimo, che già si torna alla frenata, per la curva 14. Verso destra, la 14 si affronta in terza. Si esce, si tocca il cordolo con l’anteriore sinistra (esterna) e in quarta si è di nuovo sul rettilineo di partenza e arrivo, col suo caratteristico andamento ondulato.

Road America
Il circuito di Road America, in località Elkhart Lake, nel Wisconsin, ospiterà la settima gara valida per il Campionato IndyCar del 2024 – Motorsportguides.com Credits

Statistiche e record

‘Le grandi’ vetture a ruote scoperte hanno saggiato Road America soltanto dal 1974. Nello specifico, il Campionato USAC/SCCA Formula 5000 v’è transitato nel 1974, 1975 (altrettante vittorie di Mario Andretti per la Parnelli) e nel 1976 (due corse, vinte da Jackie Oliver e da Brian Redman).

Più che della Formula 5000, tuttavia, l’autodromo è diventato presto sinonimo di un’altra categoria. Il Gran Premio di Road America è stato infatti, dal 1982 al 2003, uno degli appuntamenti di riferimento della CART.


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Nel 1982, a trionfare è stato Hector Rebaque, alla guida della March 82C-Cosworth, numero 32, del Forsythe Racing. Scorrendo le statistiche, oltre all’ex pilota messicano della Brabham in Formula 1, sono figurati praticamente tutti i principali esponenti della CART nel susseguirsi dei vari decenni. Mario Andretti ha vinto nel 1983, 1984 e 1987. Michael Andretti nel 1990, 1991 e 1996.

A quota due vittorie, ossia 1993 e 2000, c’è Paul Tracy. Sempre ‘rimanendo in Canada’ di Jacques Villeneuve sono stati i successi nelle edizioni 1994 e 1995, quest’ultimo, dieci anni dopo esatti suo zio Jacques Villeneuve Sr. che si era piazzato davanti a tutti nel 1985. Una vittoria anche per Danny Sullivan (1989).


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Merita una menzione speciale il successo ‘umido’ di Alessandro Zanardi, nel 1997. Il pilota italiano – che a fine anno avrebbe poi vinto il primo dei suoi due titoli consecutivi nella CART – portò in prima posizione la Reynard 97I-Honda numero 4 della Ganassi. Dietro di lui, Mauricio Gugelmin e Gil de Ferran.

Road America
Alex Zanardi festeggia la vittoria a Road America nell’Agosto del 1997, ottenuta davanti a Maurício Gugelmin e a Gil de Ferran – Photo by LAT Images/Motorsport.com Credits

Sei anni più tardi, nel 2003, il primato del brasiliano Bruno Junqueira, già al vertice in Wisconsin due anni prima, ha chiuso quella fase di competizioni. Per altro, il Brasile ha sbancato Elkhart Lake in altre cinque occasioni. Tre, grazie a Emerson Fittipaldi (1986, 1988 e 1992). Nel 1999, la vittoria è stata appannaggio di Christian Fittipaldi e nel 2002 di Cristiano da Matta.

Scomparsa la CART, in seguito alla bancarotta dichiarata nel Gennaio 2004, con la nascita della Champ Car (nello stesso anno), Road America è entrata immediatamente a farne parte. Nonostante sia saltata l’edizione del 2005, la gara si è comunque tenuta nel 2006 e nel 2007, l’ultima annata della serie. Primati, rispettivamente, per Alex Tagliani, A. J. Allmendinger e Sebastien Bourdais.


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La prima volta che l’IndyCar Series ‘ha visitato’ Road America è stato nel 2016. Da allora, il Wisconsin ha sempre ospitato la serie, anche durante il Covid. Addirittura, nel fine settimana dell’11 e 12 Luglio 2020 vi si sono corse due gare. Quella del 2024, dunque, sarà la decima volta che l’IndyCar organizzerà un suo evento a Elkhart Lake.

IndyCar 2024 Road America
Nel 2016, la prima gara dell’IndyCar Series a Road America è stata vinta da Will Power, davanti a Tony Kanaan e a Graham Rahal, il quale, come lo stesso Power, sarà al via anche nell’edizione del 2024 – Chris Jones/Official NTT IndyCar Series Website Credits

Limitatamente agli ultimi due lustri, due sono state le vittorie di Josef Newgarden (2018 e 2022), Scott Dixon (2017 e Gara 1 del 2020) e Alex Palou (2021 e 2023). Con un successo, figurano Will Power (2016), Alexander Rossi (2019) e Felix Rosenqvist (Gara 2 del 2020).

IndyCar 2024 Road America
Nel 2019, a vincere in IndyCar a Road America è stato Alexander Rossi, allora con Andretti, davanti a Will Power e a Josef Newgarden, tutti piloti che saranno al via anche nel 2024 –

Orari TV e streaming

In Italia, l’XPEL Grand Prix at Road America 2024 sarà trasmesso in diretta esclusiva su Sky Sport, con la telecronaca a cura di Matteo Pittaccio. Tutte le altre sessioni (prove libere, qualifiche e Warm Up) si potranno seguire su IndyCar Live (INDYCAR LIVE), previa sottoscrizione dell’abbonamento. Si riportano, negli orari italiani (il Wisconsin è sette ore indietro rispetto all’Italia), l’orario d’inizio delle diverse sessioni

Venerdì 7 Giugno

22:00 | Prove Libere 1| Diretta su INDYCAR LIVE

Sabato 8 Giugno

17:00 | Prove Libere 2 | Diretta su INDYCAR LIVE

21:15 | Qualifiche | Diretta su INDYCAR LIVE

Domenica 9 Giugno

18:15 | Warm Up | Diretta su INDYCAR LIVE

21:30 | Gara | (Bandiera Verde alle 21:45) Diretta su Sky Sport


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Copertina: Chris Jones/Official NTT IndyCar Series Website Credits

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