La Lamborghini #66 VSR domina la seconda tappa del Campionato Italiano Gran Turismo Endurance in una Monza torrida e una gara segnata da cinque lunghe neutralizzazioni
Una Monza davvero torrida, con temperature estreme, sempre oltre i 35°C, incorona la Lamborghini #66 VSR di Ignazio Zanon, Edoardo Liberati e Mattia Michelotto, vincitori della seconda tappa del Campionato Italiano Gran Turismo Endurance. Il trio, passato al comando dopo la prima pit window, ha dominato la corsa, e solo una penalità di 5 secondi nel finale, abilmente gestita da Michelotto con un gran passo, ha posto dei dubbi sul vincitore, malgrado le ben cinque Safety Car che hanno segnato la corsa.
Sul podio troviamo anche la Lamborghini #72 DL Racing di Eliseo Donno, Giacomo Pollini e Luca Segù, protagonisti della corsa dalle prime battute, pur con un problema che li ha rallentati prima della prima pit window, e la BMW #7 Ceccato Racing di Filip Ugran, William Alatalo e Alfred Nilsson, che ha rimontato nella seconda metà di gara.
La McLaren #1 CSA Racing di Rougier, Moulin e Sanjay, che partiva in pole, chiude quarta, davanti alla Lamborghini #63 VSR di Spinelli, Bowen e Salmenautio.
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Chiude sesta, al netto delle penalità, la Ferrari #45 Rinaldi Racing, leader della Pro/AM, che mantiene il secondo posto in classifica malgrado un pesante pit handicap di 35″.
Dietro alla Lamborghini #36 Oregon di Geraci, Luchetti e Petrov troviamo la Ferrari #33 Kessel Racing di Cuhadaroglu, Fumanelli e Pulcini, vincitori di classe AM. Alle loro spalle troviamo il podio Pro/AM, con la Lamborghini #85 Imperiale di Philippe Denes, Andrea Cola e Lautaro De La Iglesia che mantiene la vittoria malgrado una penalità di 5 secondi, davanti alla BMW #8 Ceccato Racing di Barberi, Cimenes e Cirelli, che chiude la top-10, e alla Ferrari #50 Spirit of Racing di David Perel e Rafael Duran. Alle loro spalle la Ferrari #51 di Francesco Braschi, Riccardo Ponzio e Andrew Rackstraw, primi in classe al traguardo ma con 10″ di penalità da scontare.

Spirit of Racing trionfa in GT Cup
La Ferrari #150 Spirit of Racing di Edoardo Barbolini, Federico Al Rifai e Simone Patrinicola vince nettamente la GT Cup 1a divisione Pro/AM, classe che ha visto un dominio nella prima parte di gara della #107 Rossocorsa di Raffaele Vitale e Nicola De Marco, i quali erano arrivati a insidiare i primi in GT3 fino a una foratura con un’ora alla fine, chiudendo terzi in classe dietro alla Lamborghini #163 DL Racing di Agoglia, Bucci e Cremona.
La Ferrari #433 SR&R di Andrea Bodellini, Giacomo Riva e Lyle Schofield vince tra le auto di 2a divisione Pro/AM, chiudendo davanti alla Ferrari #231 Krypton di Luigi Ferrara e Francesco Galli, vincitori nella 1a divisione AM. Infine la Porsche #545 ZRS Motorsport di Francesco Bolzoni, Carlo Contessi e Francesco Guidi vince tra le auto di 2a divisione AM.
Risultati | Monza Campionato Italiano Gran Turismo Endurance 2026
Il replay della corsa
La cronaca della gara
La partenza ha visto Baptiste Moulin mantenere il comando su Riccardo Ponzio (#51 Spirit of Racing); la Ferrari #45 Rinaldi Racing di Medler ha presto iniziato a guadagnare posizioni, portandosi al secondo posto e iniziando a insidiare la McLaren al comando della corsa, con la #72 DL Racing di Segù che pure supera la #51 di Ponzio.
Dietro ci sono problemi per la Mercedes #64 AKM e per le due Audi di Attempto Tresor Racing. La #1, la #45 e la #72 si allontanano dal gruppo.
Dopo 20 minuti dal via c’è la prima Safety Car, per il testacoda della Porsche #488 di Roberto Benedetti alla Lesmo 2; la vettura riparte da sola e la neutralizzazione è breve. Alla ripartenza Segù riesce a superare Medler, con Deledda che si porta davanti a Ponzio in quarta piazza.

DL Racing perde terreno prima della prima pit window
All’apertura della prima pit window c’è un problema per la Lamborghini #72 DL Racing, che perde ben sette posizioni in rettilineo. Superata la prima pit window, la #66 VSR di Ignazio Zanon si trova davanti all’altra Huracán, la #72 DL Racing di Eliseo Donno, e alle due McLaren #1 e #5 CSA Racing, mentre la #45 Rinaldi Racing precipita oltre la 15a posizione scontando metà del pit handicap di 35″ previsto.
Donno non riesce ad attaccare Zanon, mentre con 135 minuti alla fine c’è una sequenza di incidenti che inizialmente non portano a una neutralizzazione: prima si gira la #533 Brace Motorsport, poi la Lamborghini #18 Auto Sport Racing di Scholze fora, quindi la McLaren #5 di Morano viene spinta da Braschi e sbanda alla Ascari. Alla fine, con 2 ore e 10 minuti al traguardo, la direzione gara richiama la Safety Car.
Si riparte durante l’apertura della seconda pit window, con molte auto che optano subito per la seconda sosta, tra cui la #72 DL Racing e la #1 CSA Racing.
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Superata la seconda pit window, la #66 VSR continua a guidare la corsa, con Mattia Michelotto davanti alla #72 di Giacomo Pollini; poi troviamo la McLaren #1 CSA Racing di Rougier davanti alla Lamborghini #63 VSR di Spinelli, in lotta con la BMW #7 di Alatalo, mentre si ritira la McLaren #5 CSA Racing per problemi al cambio.

Un problema con l’anteriore sinistra per la Ferrari #219 Best Lap porta in pista la terza Safety Car. Si riparte con 102 minuti alla fine, ma c’è quasi subito un incidente con la Ferrari #69 Spirit of Racing di Fontana ferma alle Lesmo, mentre la Ferrari #150 di Patrinicola, terza in GT Cup, è speronata alla prima variante dalla Mercedes #73 AKM Motorsport. C’è anche un contatto tra la Lamborghini #63 e la BMW #7. Qui la direzione gara opta per la FCY, mentre si apre la pit window. Tutti effettuano la sosta sotto Full Course Yellow, mentre la Safety Car rientra in pista finito l’intervento.
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Si riparte a 80 minuti alla fine, con Ignazio Zanon (#66 VSR) di nuovo al comando davanti a Segù e Filip Ugran (BMW #7), che supera la #63 di Salmenautio. La Ferrari #107 Rossocorsa di De Marco, fin qui leader in solitaria della GT Cup, sale fino al quinto posto assoluto superando la McLaren di Moulin, soffrendo però poco dopo una foratura. Contemporaneamente finisce nella ghiaia della Lesmo 2 la Lamborghini #18 di Michael Fischbaum, richiamando una FCY proprio mentre si apre la pit window.
Superata la lunga neutralizzazione e la Safety Car, si riparte con 38 minuti alla fine, con Edoardo Liberati (#66 VSR) che gestisce il vantaggio su Giacomo Pollini e la BMW #7 di Nilsson.

Tensione nel finale, Michelotto si riprende la vittoria
L’ultima pit window procede senza scossoni, ma la #66 VSR di Michelotto, uscita dalla pit lane, si ritrova con una penalità di 5 secondi per un’infrazione alla ripartenza dalla Safety Car, il tutto mentre Eliseo Donno, risalito sulla Lamborghini #72 DL Racing, recupera terreno, così come Alatalo sulla BMW #7.
Con 15 minuti alla fine però Michelotto inizia a girare costantemente sotto 1’47”, riportandosi rapidamente sopra i 5 secondi su Donno.
Nel frattempo c’è una lunga lotta per la sesta posizione, con Artem Petrov (Lamborghini #36 Oregon Team) che tiene dietro a lungo la Ferrari #51 di Francesco Braschi, la #45 Rinaldi di Balzan e la #85 Imperiale di Philippe Denes, fino a un errore che lascia passare la #51 e le due auto dietro. La penalità di 10 secondi per la Ferrari #51 lascia al comando in Pro/AM la Lamborghini #85 Imperiale Racing di Denes, Cola e De La Iglesia.
Foto: ACI Sport / AGPhoto
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