Il meccanismo per aiutare i motoristi in difficoltà spacca il paddock: i dati della Federazione accendono il caso Mercedes.
A pochi mesi dall’introduzione dei nuovi regolamenti sulle power unit, la Federazione si trova al centro di un acceso dibattito politico e tecnico. A far discutere è il sistema ADUO FIA, il meccanismo nato per concedere maggiori opportunità di sviluppo ai motoristi che si trovano in ritardo rispetto alla concorrenza.
L’obiettivo iniziale della Federazione era evitare il ripetersi di scenari già visti in passato, quando alcuni costruttori riuscirono a blindare un vantaggio tecnico impossibile da colmare, per questo motivo, il sistema ADUO FIA ha previsto ore aggiuntive al banco prova e una maggiore libertà di sviluppo per i motori F1 più distanti dal punto di riferimento del campionato.

Dati FIA e il caso Mercedes: cosa sta succedendo nel paddock
I primi dati raccolti attraverso i sensori installati sulle monoposto hanno però ribaltato le aspettative degli addetti ai lavori. Le analisi della Federazione, fondamentali per stabilire chi avrà accesso ai gettoni di sviluppo previsti dal regolamento motori, hanno riservato una clamorosa sorpresa.
Nel paddock era infatti opinione diffusa che la Mercedes disponesse della power unit di riferimento. Al contrario, le valutazioni sul sistema ADUO FIA avrebbero inserito la casa di Brackley tra i motoristi da “aiutare”. Una situazione del tutto inaspettata che ha immediatamente scatenato le proteste delle squadre rivali.

Perché i costruttori di F1 chiedono di cambiare il sistema ADUO
Proprio a causa di questi risultati sono emerse le prime richieste di revisione regolamentare. Diversi team rivali ritengono che la formula utilizzata per valutare la competitività dei motori F1 non consideri tutti gli elementi prestazionali. Il dibattito sul sistema ADUO FIA è destinato a infiammarsi nelle prossime settimane: in prospettiva la revisione dell’intero meccanismo di sviluppo.
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