F1 | Caso Leclerc–Hamilton: i piloti chiedono chiarimenti alla FIA dopo il Belgio

Le polemiche sulle decisioni degli steward in Belgio finiscono al centro del briefing FIA con i piloti in Ungheria: nel mirino i casi Leclerc e Hamilton.

Il Gran Premio del Belgio continua a far discutere anche a giorni di distanza dalla bandiera a scacchi. Le decisioni degli steward sugli episodi che hanno coinvolto Charles Leclerc e Lewis Hamilton saranno infatti uno dei temi principali del briefing tra FIA e piloti in programma nel weekend dell’Ungheria. Due casi diversi, ma accomunati da una gestione che ha sollevato dubbi sulla coerenza nell’applicazione del regolamento.

Leclerc Hamilton Belgio
Russell fermo in ghiaia dopo il contatto con Hamilton (crediti: F1 via X)

Caos regolamentare a Spa: Leclerc “graziato” e i dubbi sull’ISC

Il primo episodio sotto la lente riguarda il contatto tra Leclerc e Oscar Piastri sul rettilineo del Kemmel. Il ferrarista, nel tentativo di difendersi, si è progressivamente riportato sulla traiettoria ideale entrando in contatto con la McLaren, senza però ricevere alcuna sanzione.

Secondo i commissari, Piastri non aveva diritto allo spazio necessario per completare il sorpasso. Una valutazione che ha però acceso il dibattito, perché il Codice Sportivo Internazionale prevede che, nel rientrare in traiettoria, un pilota debba comunque lasciare almeno una larghezza di vettura.

Il nodo, quindi, non è tanto l’assenza di penalità, quanto la logica utilizzata per giustificarla. L’interpretazione data dagli steward sembra infatti basarsi su criteri più soggettivi che regolamentari, generando una discrepanza tra quanto accaduto in pista e quanto previsto dalle norme.

Hamilton penalizzato: decisione severa o incoerente?

Se il caso Leclerc ha fatto discutere per la mancata sanzione, quello di Hamilton ha acceso polemiche opposte. Il contatto con George Russell al primo giro è stato giudicato da molti un semplice incidente di gara, complice anche un problema tecnico accusato dalla Mercedes.

Nonostante ciò, al pilota Ferrari sono stati inflitti cinque secondi di penalità, con i commissari che gli hanno attribuito la piena responsabilità per non aver mantenuto una distanza sufficiente. Una decisione che appare severa anche alla luce delle linee guida sugli standard di guida, secondo cui Hamilton, trovandosi affiancato, avrebbe avuto diritto allo spazio.

Proprio queste incongruenze saranno al centro del confronto tra FIA e piloti in Ungheria, in un incontro che assume ora un peso ancora maggiore. L’obiettivo è trovare maggiore chiarezza e uniformità nelle decisioni, evitando che casi come quelli di Spa continuino ad alimentare polemiche e incertezze nel Mondiale.

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Crediti immagine: F1 via X

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