A Silverstone l’attesissima gara LEGO in F1, pensata come uno show per intrattenere i tifosi durante la parata della domenica, ha letteralmente diviso in due il paddock, scatenando una dura reazione tra i volti più conosciuti della griglia
Il weekend di Silverstone si è diviso in due: da una parte ci sono i piloti che hanno accolto con entusiasmo l’iniziativa della Formula 1 e di LEGO, tra cui Antonelli, Norris, Bottas e Lindblad, i veterani del paddock hanno invece alzato il muro del dissenso, per nulla disposti a piegarsi alle logiche del marketing.
La furia di Verstappen e i dubbi di Leclerc
Il no più secco e categorico è arrivato da Max Verstappen. Con la sua solita schiettezza che lo ha sempre contraddistinto, il quattro volte campione del mondo ha stroncato l’iniziativa senza tanti giri di parole: “Con i LEGO preferisco giocarci a casa con i bambini. Personalmente avrei preferito il classico giro in camion con tutti gli altri. È più professionale. Siamo piloti, non pagliacci o ragazzini.”
Le parole dell’olandese hanno immediatamente trovato il supporto niente meno che in Charles Leclerc. Il monegasco che guida per la rossa di Maranello si è mostrato decisamente poco felice di correre rischi inutili a bordo di mezzi che rischiano di trasformare la classica parata in un caotico autoscontro, proprio a poche ore dall’inizio della vera e propria gara.

Hamilton e il futuro della F1: sport o puro intrattenimento?
Se l’ambiente non era diventato teso dopo le dichiarazioni di Verstappen e il supporto a tali dichiarazioni di Leclerc allora ci pensa Hamilton a renderlo più teso. Inizialmente era circolata con insistenza la voce di un clamoroso forfait dell’idolo di casa, fermamente intenzionato a boicottare l’evento per lanciare un segnale. L’assenza del campione di Stevenage è stata poi prontamente smentita e la sua presenza confermata, anche se l’opinione comune è che questa decisione sia avvenuta a seguito di indicazioni dai vertici del FOM e dagli sponsor globali.
Nonostante le polemiche la gara LEGO in F1 si farà, confermano la direzione che si vuole prendere per il motorsport moderno: l’ibridazione tra sport puro e intrattenimento in stile americano. Resta da capire se questa svolta farà bene a lungo termine al Circus o se finirà per rendere i suoi protagonisti storici sempre più stanchi di essere trattati come marionette del marketing piuttosto che come atleti d’èlite.
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