F1 | Russell sotto accusa: Patrese avverte “così non si diventa campioni”

Riccardo Patrese non usa mezzi termini sul pilota Mercedes Russell: le sue giustificazioni e le difficoltà di adattamento sollevano dubbi.

L’inizio di stagione altalenante di George Russell continua a far discutere. Nonostante fosse indicato tra i favoriti per il titolo, il pilota Mercedes non ha ancora trovato la continuità necessaria, attirando critiche anche pesanti dall’ambiente della Formula 1. Tra le voci più dirette c’è quella di Riccardo Patrese, che ha messo apertamente in dubbio il suo approccio e le sue ambizioni iridate.

Russell Mercedes
George Russell e Kimi Antonelli dopo la qualifica in Spagna (crediti: Antonio Spina per Paddock News 24)

Le “scuse” nel mirino

Patrese è stato molto chiaro nel suo giudizio, sottolineando come un pilota che punta al titolo non possa permettersi di giustificare le proprie difficoltà.

“Dico sempre che le scuse non portano da nessuna parte. Non serve trovare scuse, non cambierà nulla. Se la macchina si comporta in un certo modo, devi guidarla e adattarti”, ha detto a un sito di scommesse.

Un messaggio diretto, che colpisce il cuore del problema evidenziato dall’ex pilota italiano. Secondo Patrese, infatti, la capacità di adattamento rappresenta una qualità fondamentale per chi ambisce a diventare campione del mondo.

Il riferimento è anche alle difficoltà mostrate da Russell su alcune piste e condizioni specifiche, che avrebbero evidenziato un limite nella gestione delle situazioni più complesse.

“Se non ha un buon feeling, significa che dal punto di vista del talento non è al top. Un grande pilota è quello che riesce a ottimizzare qualsiasi situazione.”

Dubbi sulla mentalità da campione

Oltre alla prestazione pura, Patrese ha messo in discussione anche l’atteggiamento mentale del pilota Mercedes. In particolare, non sono passate inosservate alcune dichiarazioni rilasciate da Russell nel corso della stagione.

L’ex pilota ha citato esplicitamente episodi come quello di Montreal, dove il britannico aveva ammesso di non trovarsi a suo agio su un determinato tracciato.

“Non puoi dire ‘questa non è la mia gara, non mi piace il circuito’. Ci sono 24 gare in stagione: devi avere la stessa aggressività ovunque. Se non ti piace, devi lavorare di più per adattarti. Non dovrebbe parlare troppo di queste cose, perché mostrano un punto debole.”

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Crediti immagine di copertina: Antonio Spina per Paddock News 24

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