L’E-Prix di Sanya, al ritorno in Formula E, ha visto una Porsche ai vertici ma non la compagine ‘ufficiale’
Jake Dennis, alfiere dell’Andretti Global Porsche ha vinto l’E-Prix di Sanya al ritorno della gara cinese in Formula E, chiudendo davanti a Pepe Martí della CUPRA Kiro. Felipe Drugovic (penalizzato) è arrivato quinto. In questo senso la 99X Electric e la 99X Electric WCG3 hanno messo in mostra tutta la loro validità.
Eppure, per quanto riguarda la compagine ‘ufficiale’ della casa di Stoccarda, Nico Müller si è classificato settimo e Pascal Wehrlein (penalizzato) quattordicesimo, davanti a Dan Ticktum. La gara è stata caotica, con diversi contatti, per quanto sia il numero 94 che il 51 erano riusciti a portarsi nelle posizioni potenzialmente da podio. Il finale non si è però risolto nel migliore dei modi, anche per la bandiera rossa.
Per la campagna Racing for Charity, Pascal Wehrlein e Nico Müller hanno completato il numero massimo di giri nell’undicesima gara della Stagione 12, ossia 39, con l’importo della donazione che è ammontato a 292.400 euro.
Le voci dei protagonisti
Nella misura in cui l’E-Prix cinese ha portato alla Porsche risultati importanti, i commenti al portale ufficiale della casa tedesca hanno riguardato soprattutto il confronto tra le varie scuderie.
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Florian Modlinger, responsabile del programma Formula E della Porsche ha affermato: “Un ottimo risultato per la Porsche e le sue squadre clienti. Tre vetture tra le prime cinque e un’altra vittoria per Andretti. Congratulazioni ad Andretti e a CUPRA Kiro. Già nelle qualifiche i nostri pacchetti si sono dimostrati veloci, con tre Porsche che si sono date battaglia nelle semifinali. Per l’ufficiale, è stata chiaramente una giornata deludente“.
Poi, ha aggiunto: “Una bandiera gialla ha interrotto uno dei giri nelle qualifiche di Müller. Wehrlein ha avuto un problema in frenata a un certo punto. In gara, tutti e due stavano andando forte, occupando la terza e la quarta posizione proprio prima della bandiera rossa. A Wehrlein restavano sei minuti di Attack Mode, mentre chi lo precedeva ne aveva solo quattro. Quindi aveva buone possibilità di lottare per la vittoria. Ma durante un sorpasso, è entrato in contatto con un altro concorrente“.
E ancora: “Aver conquistato solo pochi punti con Müller non era l’obiettivo per cui siamo venuti qui, ma torneremo più forti a Shanghai. Un aspetto positivo è stato il ritmo che la nostra 99X Electric ha dimostrato in queste condizioni, che prevediamo di affrontare nuovamente a Shanghai e a Tokyo”.
Le parole dei piloti
Nessuno dei due piloti della Porsche si è detto particolarmente soddisfatto, in particolare per le neutralizzazioni e le conseguenze della bandiera rossa.
Così Pascal Wehrlein: “Sembrava tutto molto promettente fino alla bandiera rossa. Eravamo in un’ottima posizione, probabilmente sulla buona strada per conquistare almeno un podio, forse addirittura la vittoria, ma poi tutto è andato a rotoli dopo la ripartenza. Un incidente con contatto e la conseguente penalità hanno reso la situazione un po’ complicata e sfortunata“.
Di qui: “Ho sentito di aver dato il massimo e di aver spinto al massimo per ottenere il miglior risultato possibile, ma non è andata come speravo. Ora ci concentriamo sulle ultime sei gare, sapendo che la vettura e il ritmo erano ottimi dopo un weekend promettente“.
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Nico Müller ha invece rimarcato: “Non è stata affatto una giornata facile. Penso che stessimo facendo un’ottima gara dopo che una qualifica difficile ci aveva lasciati in quattordicesima posizione. Eravamo quarti avevamo ancora 1 minuto e 50 secondi di Attack Mode quando è stata esposta la bandiera rossa, il che ha davvero compromesso la nostra strategia“.

Su questo aspetto ha poi sottolineato: “Aver perso quell’Attack Mode in una gara così delicata è stato tutt’altro che ideale. Siamo comunque riusciti a recuperare e a chiudere al settimo posto. Era il massimo che potessimo ottenere, ma non era quello per cui eravamo venuti qui. Torneremo più forti a Shanghai“.
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